Dalla rassegna stampa Cinema

"Saturno contro" - L'elogio dell'amicizia contro crisi e solitudine

Questo weekend arriva nelle sale, su 430 schermi, “Saturno contro” il film tanto atteso dagli ammiratori di Ozpetek, che rappresenta il suo ritorno, sette anni dopo “Le fate ignoranti”. Un gruppo di amici si ritrova una sera a cena per condividere i propri problemi, ma all’improvviso un’emorragia …

Una sera un gruppo di amici quarantenni si ritrova a cena per discutere dei propri problemi, all’improvviso uno di loro è colpito da un’emorragia cerebrale e, come spesso accade di fronte alla morte di una persona cara, ciascuno comincia a riconsiderare il senso della vita e del rapporto con gli altri.
Se volete vedere mettere in scena una visione della realtà che abbraccia molti aspetti di quella che stiamo vivendo, e considerarla in modo critico alla luce di questi aspetti, “Saturno contro”, è il film giusto, in grado di alimentare svariati spunti di riflessione.
Ferzan Ozpetek, torna, infatti, sette anni dopo “Le fate ignoranti”, con una pellicola ad alto tasso autobiografico, ponendo al centro della storia un gruppo di persone della sua età, alcune delle quali omosessuali come lui, che ruotano intorno ad una casa nel quartiere romano Ostiense, non una casa qualunque, ma la sua, adattata per l’occasione a set.
Una cosa sicuramente è cambiata, rispetto ai tempi delle “Fate ignoranti”, la condizione di quegli amici che un tempo erano considerati ‘diversi’, non ben integrati nella sociatà, oggi con molti riconoscimenti in più.
Lo stesso titolo del film non è casuale, ma si carica di valenze, se pensiamo che Ozpetek lo ha scelto per il suo significato astrologico. In astrologia, infatti, Saturno, sesto pianeta del sistema solare, simboleggia la limitazione dell’individuo, intesa come rinuncia e solitudine: per questo la sua posizione alla nascita serve per capire come una persona povrà superare le difficoltà della vita. Il regista si affida, dunque, alle stelle per raccontare l’amicizia che tutto può, contro crisi e solitudine.

LA TRAMA
Il film distribuito da Medusa, della durata di 110 minuti, mette in scena la morte improvvisa di Lorenzo (Luca Argentero)che getta in crisi tutto il gruppo di amici e in qualche modo costringe ciascuno a riconsiderare i rapporti maturati in anni di esperienze vissute insieme: Antonio (Stefano Accorsi) decide finalmente di svelare ad Angelica (Margherita Buy) la sua relazione con l’amante Laura (Isabella Ferrari); Angelica a sua volta litiga con Neval (Serra Yilmaz) che cerca di aiutarla a risolvere quella difficile situazione coniugale; Davide (Pier Francesco Favino) non sopporta più la presenza degli amici, e in particolare del suo ex Sergio (Ennio Fantastichini), che in realtà vuole solo aiutarlo a superare il triste dolore. Tutto sembra mettere in discussione quell’armonia che tanto piaceva all’ormai scomparso Lorenzo, ma il più profondo sentimento dell’amicizia che li unisce, sconfiggerà il sorgere di crisi e solitudine.
Con questo film, Ozpetek dà libero sfogo a emozioni e sentimenti e propone di nuovo il suo mondo fatto di amici pronti a rimettersi in discussione di fronte alle avversità della vita, un gruppo di persone che sa trarre la giusta forza dalla sventura.

IL CAST
C’è una coppia eterosessuale in crisi che ha come protagonisti Margherita Buy e Stefano Accorsi, lei medico e lui bancario, con una relazione in corso con Isabella Ferrari, c’é uno scrittore affermato omosessuale (Pierfrancesco Favino) col suo nuovo amatissimo compagno pubblicitario (Luca Argentero), c’é l’ex compagno di Favino (Ennio Fantastichini).
Completano il gruppo un’altra strana coppia formata da un poliziotto (Filippo Timi) e da un’ironica traduttrice turca (Serra Yilmaz). E poi due single: un neolaureato in medicina dichiaratamente bisessuale (Michelangelo Tommaso) e una ragazza appassionata di droghe e astrologia (Ambra Angiolini).
E poi ancora Lunetta Savino, Michelangelo Tommaso, Luigi Diberti, Milena Vukotic, Benedetta Gargari, Gabriele Paolino.
Un bel cast corale che è stato messo nella giusta condizione- pensiamo alla casa di Ozpetek adibita a set del film- per interpretare un gruppo di persone che, come spiega il regista “si sono scelte e che costituiscono gli uni per gli altri una grande e compatta famiglia allargata”.
Gli attori si ritrovavano tutti insieme a casa di Ozpetek per discutere dei propri personaggi, delle singole scene o battute, sotto la guida del regista, che più e più volte ha ripetuto di fronte ai giornalisti: “Parlate male del film se volete, ma non toccatemi questi attori”. In effetti, è proprio il gruppo di interpreti a dare un’impronta forte e decisiva al film, contribuendo a rendere il soggetto più credibile e universale.

L’IDEOLOGIA DI OZPETEK
Il regista sottolinea che il suo è soprattutto un film sui sentimenti e sulle emozioni di un gruppo di persone, aggiungendo che è solo casuale il fatto che esca nel momento in cui si discute dei Pacs e dei Dico, pur ritenendo che si stia compiendo un passo decisivo oggi in Italia, perchè è importantissimo che vengano tutelati i diritti dell’uomo, a prescindere dalla sessualità o dal tipo di legame che ha scelto.
La questione della tutela dei diritti dell’individuo percorre tutto il film, anche se il tema centrale resta comunque l’amicizia e la difficoltà di affrontare le separazioni. “Io non riesco a separarmi nemmeno dagli oggetti, figuriamoci dalle persone”, spiega Ozpetek. “Vivo circondato da un gruppo di amici che considero la mia famiglia, che mi protegge dal mondo esterno. Cresciamo insieme e non potrei mai pensare la mia vita senza di loro. Per me è inammissibile che quando finisce una relazione, di qualsiasi tipo, non ci si veda più”.

Effettua il login o registrati

Per poter completare l'azione devi essere un utente registrato.