Dalla rassegna stampa Cinema

LA NOTTE DELLE STELLE

Oscar-suspense: vincerà Scorsese e cosa combinerà la De Generes?

La conduttrice si prepara per la grande serata, mentre Peter O’Toole potrebbe prendersi una rivincita sull’Academy, che lo aveva considerato ormai una memoria da cineteca. Ma gli occhi sono tutti puntati sul regista di ‘The Departed’, mai così vicino all’Oscar

Los Angeles, 23 febbraio 2007 – LA NOTTE DEGLI OSCAR è nelle sue mani. Ellen De Generes, una delle più trasgressive attrici comiche americane, tra le prime ad ammettere di essere serenamente lesbica, domenica sera condurrà la serata del ‘Kodak Theatre’ e sta cercando un finale esplosivo. Minaccia di presentarsi nuda sul podio davanti ad un miliardo di persone, quindi confessa di aver trovato improvvisamente l’uomo della sua vita. “Si chiama Oscar” dice ridendo mentre abbraccia la muscolosa statuetta dorata alta 10 centimetri più di lei. Attentissimi alla censura, al buonsenso comunque e all’audience internazionale, i saggi dell’Academy non amano le sorprese e sperano che la De Generes si attenga strettamente alla sceneggiatura scritta e riscritta molte volte insieme alla produttrice e regista Laura Ziskin che ammette: “Per quanto ami la razionalità e l’organizzazione in scena, non c’è nulla di più eccitante di una sorpresa agli Oscar. Tutti sono così tesi e nervosi, non solo i nominati ma anche i presentatori che Ellen ha il compito di farli rilassare e divertire col suo monologo”. E la De Generes risponde: “Voglio ancora qualcuno che faccia flessioni su una mano sola come Jack Palance, qualche altro che perda il controllo… Il Kodak Theatre domenica sera dopo tre ore e mezzo di spettacolo sarà così pieno di perdenti e depressi che ho il dovere di far sentire bene tutti quanti. Comunque se lo spettacolo come al solito sarà troppo lungo… sotto le poltroncine come negli aerei tutti troveranno un pigiama e dei pop corn…”.

LE PREMESSE per una notte spregiudicata e piena di battute, forse anche di colpi di scena ci sono tutte. Anche i film in concorso fra tradimenti, disagi sociali, guerre e diamanti , da ‘Babel’ a ‘The Departed’, di Scorsese, dal Giappone al Marocco, in un miscuglio di lingue e etnie si prestano a stimolare i professionisti dell’ironia. Molti sperano che Ellen faccia il possibile soprattutto per “scacciare la maledizione negativa”. Ne hanno bisogno non solo Scorsese ma lo splendido Peter O’Toole alla sua ottava nomination che potrebbe fare il colpo grosso come protagonista di ‘Venus’ e prendersi una straordinaria rivincita sull’Academy che gli aveva già concesso l’Oscar alla carriera, considerandolo ormai una memoria da cineteca.

MA SE lo specialista del mixaggio Kevin O’Connell sembra ormai rassegnato a non salire mai sul podio dopo ben 18 nomination, chi trascorre la vigilia più difficile è senza dubbio Martin Scorsese che appare sui tabelloni di Los Angeles seduto da solo in una sala cinematografica deserta mentre fa la pubblicità all’American Express definita “una carta per la vita”. L’inventore di ‘Taxi driver’ e ‘Toro Scatenato’ sembra stia facendo anche qualche seduta di massaggi e yoga per non pensare ad una nuova bocciatura. La sua regia di ‘the Departed’ oltre al cast spettacolare con Jack Nicholson, Di Caprio, Baldwin, Matt Damon e Mark Wahlberg è un grande pezzo di cinema, intelligente, forse autocelbrativo, ma pieno di intuizioni raffinate tipiche del grande narratore di storie. Forse l’Academy in questa 73/ma edizione degli Oscar, sempre più tecnologica e sempre più cara negli spazi pubblicitari si è decisa a rendergli giustizia. Sebbene rimanga la segretezza totale sull’esito del voto, sono in molti a scommettere che domenica sarà “la notte di Martin” sempre battuto per ben sette volte soprattutto da attori come Eastwood, Costner e Redford, diventati anche registi.

COL RECORD nelle nomination di cinque attori neri, due ispanici, un’asiatica , un’australiana e mezza dozzina d’inglesi a sfidare la grande scuola di cinema americana guidata da Meryl Streep giunta alla sua quattordicesima candidatura, la notte d’Academy ha raramente avuto pronostici incerti come quest’anno. Gli scommettitori di Las Vegas tengono un profilo basso e la suspense, oltre alla straordinaria passerella della moda e delle celebrità, è ancora la leva maggiore per far rimanere attaccati alla televisione per quasi quattro, visto che sulle tribunette rosse davanti al Kodak Theatre i posti sono già tutti presi da mesi e il pubblico selezionato è anche già stato schedato per ragioni di sicurezza.

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