Dalla rassegna stampa Cinema

Quando la cultura machista parla dei gay

…sono eterosessuale e di sinistra. Ho visto l’altra sera un film bellissimo: “I segreti di Brokeback mountain”, che affronta il difficile argomento della omosessualità, una relazione ventennale tra due cow-boys nell’America degli anni 60-70. Mi sono rivisto dall’altra parte dello specchio. Come …

Caro Augias, sono eterosessuale e di sinistra. Ho visto l’altra sera un film bellissimo: “I segreti di Brokeback mountain”, che affronta il difficile argomento della omosessualità, una relazione ventennale tra due cow-boys nell’America degli anni 60-70. Mi sono rivisto dall’altra parte dello specchio. Come sarebbe stata la mia vita se avessi vissuto io quella situazione? E la vita di un mio figlio, coniuge, fratello, amico/a? Felice? Forse sì, probabilmente no. Anche se l’amore, si intuisce, può essere più ampio e comprensivo di quanto possiamo pensare.

Poi leggo di un ex presidente del Consiglio che relega gli omosessuali da una sola parte, ossia a sinistra. Emarginare e non tollerare, Bibbia in pugno, senza conoscere la parabola di Cristo sulla pagliuzza e la trave nell’occhio, ecco come spesso si comporta chi pensa di stare nel giusto.

Mi chiedo quali siano le differenze e perché un omosessuale starebbe sempre a sinistra. Non certo per gusto della devianza come pensa lo sprovveduto, forse per una questione di delicatezza. Se da una parte si ingiuria, si schernisce, si umilia parlando superficialmente e dall’altra si cerca di capire, immaginarsi, comprendere, farsi carico, allora è giusto che un omosessuale stia a sinistra.

A prescindere dalla politica, comincio ad avere il sospetto che la Sinistra, quella con la S maiuscola, intesa come Ideale, possa comprendere la carità e l’amore per il prossimo come la destra cattolica, con i suoi “machi” e le sue veline, non riesce più a fare.

Stefano Borgna
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Un giorno il deputato Francesco Storace incontrò un gruppo di cronisti davanti a Montecitorio. Erano i tempi in cui, sull’onda del film di Nanni Moretti, tutti chiedevano a D’Alema di dire ‘qualcosa di sinistra’. I cronisti, quasi in coro, chiesero beffardi a Storace di dire ‘qualcosa di destra’. L’uomo, dotato di un suo rustico humour, gli gridò: “A froci!”.

D’istinto, senza pensarci un attimo, lo scherzoso insulto che gli era venuto alle labbra era quello, ‘froci’.

Anche se gli omosessuali a destra non mancano (Zeffirelli, per dirne uno, reclama con orgoglio il suo status di conservatore e di omosessuale), il problema evidentemente c’è. L’ex ministro Buttiglione, per esempio, con la sua goffa dichiarazione sugli omosessuali si giocò il posto di commissario a Bruxelles. L’uomo non s’era reso conto che nel vasto mondo, fuori dagli ambienti curiali che frequenta (dove la pederastia è un problema, come dimostrano le cronache), la questione omosessuale semplicemente non esiste.

Se la Chiesa puniva la sodomia con la pena di morte, neppure la Gran Bretagna un tempo scherzava sull’argomento come impararono duramente sia Oscar Wilde sia Alan Mathison Turing, geniale matematico condannato per omosessualità (1952).

Da anni tutto questo è dimenticato, nelle leggi e nelle coscienze. Rovescio della medaglia è la frase d’inaudita volgarità dell’ex presidente del Consiglio che dopo aver relegato a sinistra i gay, ha aggiunto: “Ai miei tempi ero un centravanti di sfondamento”. Un machismo brutale che ricorda quello fascista quando, terminata la spedizione punitiva, andavano tutti a festeggiare al casino.

Per dare prova di ‘celodurismo’, direbbe Umberto Bossi. La Chiesa ha affidato a costoro i suoi valori cristiani.

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