Dalla rassegna stampa Cinema

Cronaca di un amore proibito

Arriva su Sky Cinema (lunedì 5 febbraio alle 21.00) I segreti di Brokeback Mountain, il film scandalo sulla relazione omosessuale fra due cowboy che s’incontrano per caso e scoprono di amarsi. Oscar 2006 come Miglior film e Leone d’Oro a Venezia per il regista Ang Lee.

Il regista taiwanese Ang Lee, presentandolo al Festival di Venezia 2005, aveva detto di non aver fatto un film politico: “L’amore è un sentimento universale”. Allora è meglio metterlo in chiaro subito, soprattutto in tempi di Pacs, di discussioni sulla liceità (e laicità) dei matrimoni gay e di provocazioni come quella che da noi, sotto Natale, aveva fomentato la polemica istituzional-religiosa (vedi le statuine omo nel presepe allestito alla Camera). “Per me Brokeback Mountain è un luogo dove nascondere il proprio amore, il proprio sogno romantico proibito”.
Ecco, allora parliamo di quello, anche se non si può far finta che se I segreti di Brokeback Mountain, in prima tv su Sky Cinema 1 (lunedì 5 alle 21.00), fosse una love story tormentata ma tradizionale e non raccontasse l’amore fra due uomini, per di più rudi mandriani, sarebbe la stessa cosa. Meno che mai a livello di marketing, che ovviamente ha ricamato non poco sui miti alla John Wayne e Sam Peckinpah – e perché non anche il nostro Django? -, riproposti (scandalo!) in chiave omosessuale. Ad ogni modo, il western come genere del cinema e come località geografica, qui c’entra fino a un certo punto.
La storia comincia nel 1963 ed è ambientata sui monti del Wyoming, dove due cowboy trovano lavoro come custodi di un gregge di pecore al pascolo. C’è da sparare ai coyote e cercare di non mollare. Il resto sono spazi immensi come la solitudine, cieli blu, rocce, silenzi, fagioli sul fuoco e whisky nel cervello. E la toilette nel ruscello e il gelo pungente che arriva col buio, così come il freddo dentro, i sensi che ribollono e che non t’aspetti. Fra i due esplode la passione carnale, non solo languidi baci e tenere carezze. Risultato: le cinture con la fibbia si slacciano. Parole poche, non c’è bisogno né voglia di capire. “Non sono frocio. Nemmeno io”. Va bene. Il problema è che la passione non brucia nell’arco di una notte e nemmeno di un’estate. Questione di ragione e sentimento, soprattutto sentimento. Che non si esaurisce, dura nel tempo e nel ricordo.
Così come la storia del film e di questo amore che come tutte le storie che sanno appassionare è la cronaca di una relazione impossibile. Si articola nell’arco di vent’anni. Vissuti pericolosamente. Perché nella società rurale americana di quegli anni, proprio come nell’Italia di oggi, è impensabile anche solo immaginare che due uomini possano mollare tutto per inseguire il foro sogno: due cuori (virili) e una capanna. “Non hai la sensazione che in giro ti guardino male?”.
Di più, all’epoca non era affatto strano, come si vede in un flashback, che i gay finissero umiliati ammazzati in fondo a un dirupo. Intanto le mogli sono a casa che aspettano: è la condizione indispensabile e probabilmente il minore dei mali. Anche se al macho Ennis (l’attore australiano Heath Ledger), che è timido e insicuro come Jon Voight quando faceva il midnight cowboy di Un uomo da marciapiede, la commedia riesce meno, perché lui davvero pensava che quello tra uomo e donna fosse l’unico amore possibile. “Sono come quei muli che conoscono solo la strada di casa”, confessa all’amico. Difatti lui si fa sgamare subito, però continua ad essere un ottimo padre. La moglie abbozza, piange ma non dice, anche perché ci sono le figlie da crescere e le bollette da pagare.
Dall’altra parte, a molti chilometri di distanza, nel Texas, il più tenero Jack (Jake Gyllenhaal, visto di recente fra i marines di Jarhead), dopo aver sbarcato il lunario con i rodeo, è riuscito ad impalmare la bella figlia di un grosso e grasso commerciante di mezzi agricoli. Pazienza se la ricchezza ha un retrogusto amaro come il tacchino dei giorno dei Ringraziamento, che gli va di traverso per colpa del suocero che non lo sopporta, di un figlioletto petulante e di una partita di football alla tv che sta lì a rappresentare la virilità yankee. Insomma sono vite con poche gioie le loro, fra molti rimpianti e un pizzico di inquietudine, in cui però si aprono parentesi che assomigliano all’idillio: in fuga da soli nei boschi, a Brokeback Mountain. Una volta l’anno per vent’anni. Ma fino a quando? “Un tempo vederti era facile, adesso invece… “.

I segreti di Brokeback Mountain è tratto dal racconto breve Gente dei Wyoming della scrittrice Annie Proulx, premio Pulitzer nel 1994 per Avviso ai naviganti (diventato anche un film con Kevin Spacey). Inizialmente pubblicata sulle pagine dei settimanale The New Yorker, la novella è uscita in Italia per Baldini Castoldi Dalai. La trasposizione per lo schermo, che per inciso è stata bandita in alcune sale dell’Ohio (da noi è vietato ai minori di 14 anni), ha fatto man bassa di premi in tutte le manifestazioni più importanti. Tra cui il Leone d’Oro al regista Ang Lee, quattro Golden Globes e otto nominations all’Oscar, celebrate con tre statuette (Miglior film, sceneggiatura non originale e colonna sonora). Ma anche un MTV Movie Award per il miglior bacio: gay. (A.G.)

da Satellite (febbraio 2007)

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