Dalla rassegna stampa Cinema

Sarà Meryl Streep la protagonista del musical sugli Abba al cinema

Lo spettacolo teatrale «Mamma Mia!», dal debutto nel 1999, è stato visto da 20 milioni di persone e ha ricavato circa un miliardo e 300 mila euro

«Ha l’energia e il talento giusti per quel ruolo»

LONDRA — I suoi amici prevedevano il disastro e la pregavano di lasciar perdere. Lei per tutta risposta ha chiesto 30.000 euro in prestito alla sua banca. Quando i soldi sono finiti ha venduto il piccolo appartamento in cui viveva, rischiando il lastrico. Oggi sul conto ha una piccola fortuna: circa 70 milioni di euro.
E’ la storia di Judy Craymer, ideatrice del musical «Mamma Mia!» che, dopo aver visto il frutto del suo lavoro andare in scena in 130 città diverse, ha centrato un nuovo obiettivo: la versione cinematografica dello spettacolo con una protagonista d’eccezione, Meryl Streep. «Era l’attrice che volevo. Ha l’energia e il talento che servono per il ruolo. Siamo al settimo cielo per il fatto che abbia detto di sì». A 57 anni, la Streep continua ad affrontare sfide sempre nuove: eccola, dunque, alle prese con il primo musical della sua lunga e pluripremiata carriera. Della sua voce, dopotutto, va fiera, anche se in casa — ha raccontato — osa cantare solo quando figli e marito sono fuori. Ma in Radio America, l’ultimo film di Altman, la Streep ha interpretato con successo il ruolo di una cantante di musica country. E ha dimostrato di avere una buona voce.
Il nuovo progetto la vedrà alle prese con le canzoni degli Abba: 22 in totale nella versione teatrale, da «The Winner Takes it All», a «Dancing Queen», a «Take a Chance on Me». Con «Mamma Mia!» va sul sicuro: il musical è già un fenomeno. Dal debutto londinese, nell’aprile 1999, è stato visto da venti milioni di persone e ha ricavato circa un miliardo e 300 mila euro. La Littlestar, società fondata dalla Craymer per gestire lo spettacolo e che al 50% le appartiene, ha un giro d’affari di circa un miliardo di euro l’anno.
Tutto è nato da un incontro casuale: Judy, che prima di mettersi in proprio faceva l’assistente teatrale, ha conosciuto Benny Andersson e Björn Ulvaeus (due musicisti della band svedese) durante la loro collaborazione con Tim Rice per il musical «Chess». «Non ero mai stata una fan degli Abba, ma quando li ho incontrati sono rimasta conquistata, prima da loro, poi dalla loro musica». Erano gli anni 80. «Stavo cercando di scrivere il copione di un film, ma non riuscivo a venirne a capo. Continuavo ad avere in testa i brani degli Abba». Non ha capito subito che il suo destino era di scrivere un musical. «Sono passati diversi anni: alla fine ho trovato il coraggio di dire a Benny e Björn che avrei voluto usare le loro canzoni. Sapevo che con “Chess” avevano avuto grosse difficoltà e che non sarebbe stato facile convincerli a dare il nullaosta». Hanno detto sì non appena hanno letto la trama: Sophie sta per sposarsi. Non ha mai saputo chi fosse suo padre. Identifica tre candidati e li invita al matrimonio.
Alla componente maschile degli Abba la storia è piaciuta al punto che Andersson e Alvaeus si sono operati di persona per trovare i finanziamenti. Il resto, come si dice, è storia. «Non credevo di avere tra le mani un blockbuster, la mia preoccupazione principale era che il musical funzionasse». Ha funzionato, eccome. E dal film, che produrrà assieme ai due cantanti degli Abba e alla società di Tom Hanks, Playtone, avrà probabilmente nuove soddisfazioni.

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