Dalla rassegna stampa Teatro

La poesia pasoliniana di Giovanna Marini

Giovanna Marini ha con Pasolini una antica frequentazione. Lo ha conosciuto di persona alla fine degli anni 50 quando lui arrivò a Roma…

Le ceneri di Gramsci

Giovanna Marini ha con Pasolini una antica frequentazione. Lo ha conosciuto di persona alla fine degli anni 50 quando lui arrivò a Roma (lei confessa anzi che proprio lui la spinse, fresca di conservatorio, a buttarsi sulla musica popolare), lo ha frequentato ed è rimasta segnata dalla sua tragica fine. Il suo Lamento per la morte di Pasolini, composto pochi anni dopo la tragedia, è uno dei brani più lucidi e commoventi che ci siano nella musica civile italiana contemporanea. Ora, in una sfida che sembra contenere insieme qualcosa di titanico e di liturgico, Marini ha messo in musica Le ceneri di Gramsci, uno dei poemi più densi e vibranti della poesia pasoliniana. Ma non si è limitata a inventare sul pentagramma. Proprio per dare a quella presenza lo spessore che ha avuto nella società e nella cultura italiana, ha costruito una partitura originale alternando alla messa in musica del testo poetico, le Passioni popolari, o almeno alcune, che negli anni ha via via raccolto girando l’Italia nella settimana santa. Che partono in genere dai vangeli apocrifi, ma esprimono un dolore e delle considerazioni di assoluta, storica concretezza. Che restituiscono alla madre Maria e agli apostoli una reattività che li rende più umani. Così come proletari e intellettuali possono aver vissuto le ceneri di Gramsci e poi quelle di Pasolini.
Non è di maggio questa impura aria, con tutto il pensiero e tutta la critica politica che si condensano nelle vie di Testaccio attorno al «cimitero degli inglesi» dove è sepolto il fondatore del Pci, diventa disputa corale, per sole, gravi, e dilanianti voci. Voci straordinarie, di più formazioni coristiche, che divengono a tratti parti d’opera, quando un solista emerge dalla massa per inseguire un particolare d’utopia, o assestare un affondo alla facile demagogia.
Giovanna Marini ha già presentato in qualche occasione in teatro questo suo lavoro, che appare ora in disco, a 15 euro, edito da Block Nota di Valter Colle nella collana «I dischi di Angelica» (la manifestazione bolognese che il lavoro ha commissionato). Come dal vivo, è Giovanna Giovannini a dirigere il coro Arcanto, e il risultato è davvero impressionante, oltre che molto godibile e pieno di suggestioni che ogni ascoltatore può sviluppare. Con la profondità da grande musica religiosa in una società che è coscientemente laica. Lo stesso effetto che può indurre la poesia. Con una immagine nella memoria di chi ha assistito alla presentazione di queste Ceneri lo scorso due novembre all’Argentina di Roma.

G. Cap.

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