Dalla rassegna stampa Cinema

VENEZIA 63. DELUDE IL NUOVO BRIAN DE PALMA IN ANTEPRIMA MONDIALE

“The Black Dahlia” ha aperto ieri la 63esima Mostra del Cinema di Venezia tra noia ed insofferenza.

Si è aperta ieri, con una breve cerimonia d’apertura, la 63esima Mostra d’Arte Cinematografica di Venezia. Prima di dichiarare ufficialmente aperto il festival, Croff e Mueller hanno ribadito che Venezia non è una Mostra in crisi (chiaro il riferimento alle polemiche con Roma), che non bisogno di rilancio “perché è sempre amata nel mondo e la selezione dello scorso anno, con gli Oscar ed i Golden Globe conquistati dai suoi film ha reso ancora più importante il nome della Biennale e di Venezia nel mondo”.

Dopo il breve film di montaggio dedicato ai 50 anni del premio David di Donatello “David 50” di Antonello Sarno, il cast di Dahlia (in vistoso ritardo) ha presenziato alla prima del film in Concorso.

Il film racconta una storia di ossessione, amore, corruzione, avidità e depravazione basata sul brutale omicidio di una starlet di Hollywood nel 1947, che colpì e commosse l’opinione pubblica in quegli anni e resta a tutt’oggi irrisolto. Irrisolto come il film, che procede lento e sconclusionato attraverso omaggi al cinema noir di Bogart e Hawks, incorniciato in una fotografia patinata e incastonato in una scenografia (ahinoi) poco felice dell’italiano Ferretti.

Il film è scostante perché procede attraverso una sceneggiatura traballante che lascia troppo spesso soli a se stessi personaggi e situazioni apparentemente fondamentali per l’economia del racconto, spiazzante perché intricato ed ellittico, noioso perché troppo lungo e troppo vicino a “L.A. Confidential” (tratto anch’esso da un racconto di Ellroy) ed allo sguardo di De Palma nel suo “Gli intoccabili”.

A peggiorare la situazione uno sguardo poco politicamente corretto sull’omosessualità femminile, vista attraverso gli occhi delle cineprese di filmini privati, porno e di quart’ordine; il lesbismo sembra essere una perversione pericolosa e depravata il cui ambiente naturale è l’omicidio, l’avidità, la corruzione del potere e della cupidigia. Tra le scene meno credibili: quella in un ricco ed animato locale per sole donne (lesbiche) come non ce ne sono nemmeno oggi a Los Angeles! Altro buco nell’acqua per De Palma.

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