Dalla rassegna stampa Cinema

Ozpetek "Confesso: odio i divorzi"

… il suo proporsi con naturalezza come gay ha un peso e un´importanza nel suo pensare, progettare, operare artistico. Insomma proprio come per Almodovar non è solo un fatto strettamente personale: la sua sensibilità, si vede e si sente e lui vuole che si veda e si senta, sta dentro alle storie …

Il regista gira a Roma il nuovo film “Saturno contro”. Nel cast Buy, Accorsi, Favino e Ambra
gli addii – Non voglio far uscire dalla mia vita le persone con cui ho condiviso emozioni e intimità
la storia – Il film parla di amicizia: amicizia mischiata a sesso e amore, lo specchio della mia vita

ROMA – Con Ferzan Ozpetek non ci diciamo niente di esplicito su questo, sembra superfluo a tutti e due. Però il suo proporsi con naturalezza come gay ha un peso e un´importanza nel suo pensare, progettare, operare artistico. Insomma proprio come per Almodovar non è solo un fatto strettamente personale: la sua sensibilità, si vede e si sente e lui vuole che si veda e si senta, sta dentro alle storie che inventa e ai personaggi che racconta e dentro al modo di raccontare. Non nel senso che quello di Ozpetek è un cinema “militante”. Al contrario nessuno come lui oggi nel panorama italiano ha tanto talento, consapevolezza, volontà comunicative, nessun altro cinema vuole essere ed è potenzialmente “per tutti” come il suo. «Per servette», scherza ammirevolmente indifferente ai soporiferi e bigotti dettami del politically correct ma anche un po´ piccato se gli si fa notare che l´espressione è un tantino razzista. E lo dice tra un provocatorio moto d´ammirazione per la “popolarità” di gesti berlusconiani come le corna o la bandana, e la civetteria di vantarsi della citazione precisa e argomentata che gli ha dedicato Madonna in un´intervista di Vincenzo Mollica («Mi ha fatto diventare importante»).
Parliamo di Saturno contro, suo sesto film, in lavorazione a Roma Ostiense («il mio quartiere da trent´anni») da oggi. Poco vuole dire della “trama”. Una folla di personaggi, molti attori e attrici. Tra loro: Stefano Accorsi e Margherita Buy (due ritorni da Le fate ignoranti), Pierfrancesco Favino, l´immancabile Serra Yilmaz, Ennio Fantastichini, Ambra Angiolini – cioè “Ambra” – Isabella Ferrari, Luigi Diberti, Lunetta Savino, Milena Vukotic, Luca Argentero, Filippo Timi, Michelangelo Tommaso.
Un chiamare a raccolta, un riunire, riassumere, guardarsi indietro, un bilancio?
«Nasce dall´età (47 anni, ndr), dallo sguardo che cambia verso la vita e le persone. Dai alle cose più importanza di prima: quando non avevi pensieri, eri più leggero».
Da come lo dice non si capisce se è una conquista o una perdita, un motivo di rimpianto.
«Una conquista. La conquista di una coscienza. Di quando cominci a perdere le persone. Di quando ti accorgi di avere l´età – o addirittura di più – che avevano i tuoi genitori quando tu eri ragazzino e li vedevi grandi. E magari non ci sono più. Mi è venuta subito in mente quella cosa dell´oroscopo, quando si dice che hai “Saturno contro”. Dai un peso diverso alle cose che hai intorno, cade una certa patina, i rami secchi vengono tagliati e alcuni rapporti si consolidano».
Una vena di rimpianto però c´è.
«Di malinconia, sì, di rimpianto per la leggerezza. Ma quella era una leggerezza incosciente, quella che ho oggi è diversa, è cosciente. Voluta. Siamo pieni d´amarezza intorno a noi, questo mi dà tristezza ma riesco anche a riderne».
La leggerezza del passato è anche quella di una vita sociale più frenetica, più avida di esperienze, più smodata nelle ambizioni?
«Ho letto una cosa. Esiste un insetto che per come è fatto non potrebbe volare eppure vola perché non sa che non può volare. Io ero così prima. Oggi invece, diversamente da quand´ero più giovane, so che non posso volare e quindi devo fare uno sforzo, capire, ragionare e tentare di volare».
Non si vola più.
«Si vola invece, però con un´altra coscienza. Senza più frivolezza. Con più maturità. Parlo di me ma parlo anche dei miei amici. La cosa più importante per me. Quando dico amici intendo anche gli ex amanti, che sono le persone che contano di più nella mia vita, gli amici migliori».
Non è un esito scontato.
«No, infatti. Ma io non riesco a separarmi. E questo è il tema del film. Non voglio far uscire dalla mia vita le persone con le quali ho condiviso emozioni, intimità, gioie e anche amarezze. Mi meraviglio sempre delle separazioni o dei divorzi. Marito e moglie che vivono insieme anni, hanno figli, condividono mille cose, da un giorno all´altro uno dei due s´innamora di un´altra persona, si lasciano e diventano nemici. Come fanno? Bisogna essere capaci di guardare l´altro o l´altra come persona, come un tesoro che non si può perdere».
È stato ricambiato?
«Sono molto fortunato. Ho una famiglia che è un transatlantico, la mia forza. Il divorzio, in generale allontanarsi e perdersi, è una cazzata».
E questa lista infinita di personaggi di Saturno contro?
«Favino è uno scrittore di favole. Buy una psicanalista che fa smettere di fumare, come è successo a me. Accorsi lavora in banca, scontento perché vorrebbe essere un altro. Ferrari fa composizioni floreali. Luca Argentero e Ambra vendono spazi pubblicitari. Milena Vukotic fa un´infermiera, un ruolo meraviglioso che avrei voluto fare io. E io sono innamorato di tutti, ruoli e interpreti. Non so come farò a dividermi e sono anche un po´ impaurito da tutta questa intensità. La storia è uscita fuori chiacchierando con Gianni Romoli (cosceneggiatore e produttore con Tilde Corsi, ndr) e giocando intorno a esperienze della nostra vita. Intorno alla cosa principale che è l´amicizia, che lega tutto. Amicizia mischiata ad amore e sesso, che poi è proprio lo specchio della mia vita. Di più non voglio dire perché tutto il sentimento che ho dentro voglio liberarlo facendo il film e non con un´intervista. Il titolo forse è un po´ da servetta, però è anche vero che quando tocchi il cuore delle persone semplici – come sono io – arrivi a tutti. Io lo so di avere una specie di sesto senso, quello che non ha a che fare con la testa, con il cervello. Non ho paura delle emozioni, dei sentimenti forti o anche strazianti».
Neanche di esagerare?
«I sentimenti sono esagerati. E non mi vergogno di dare anche colpi bassi, non me ne frega niente: sono le stesse cose che commuovono per primo me. Il cinema è questo, quale soddisfazione maggiore che far piangere e ridere? Io sono pagato benissimo per emozionarmi e far emozionare gli altri: più fortunato di così!».
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L´amante Isabella Ferrari e Serra l´amica impicciona
il dialogo

Nel suo negozio di fiori Laura è intenta a finire una composizione floreale quando si trova di fronte Neval.
Neval: Mi hanno detto che lei fa composizioni floreali per matrimoni, feste e battesimi. (Pausa) Ne fa anche per i divorzi?
Laura (sbigottita): No. Questo non mi è mai capitato.
Neval: Strano. Perché sta facendo in modo che ne avvenga uno. (Laura smette di lavorare).
Laura: Lei chi è?
Neval: Sono qui per Antonio.
Laura: L´ha mandata lui?
Neval: No.
Laura: Sua moglie ha scoperto tutto?
Neval: Non l´ha scoperto. Gliel´ha detto lui.
Neval: Non l´ha ancora avvisata, eh?
Laura: È sua moglie che la manda qui, allora? (Neval inizia ad aggirarsi per il laboratorio, a guardarsi intorno come in un museo).
Neval: No, anzi se lo sa mi ammazza. Sono io che m´impiccio. Ho questo difetto. Quando voglio bene a qualcuno, voglio sapere tutto di lui. Ma lei lo ama?
Laura: Non lo so. E non so nemmeno se lui ama me. (Neval si ferma davanti a una composizione gigante non finita fatta col fil di ferro).
Neval: E questo cos´è?
Laura: Secondo lei cos´è?
Neval: Mah! Sa cosa pensavo di fare entrando? Volevo distruggerle questa composizione floreale.
Laura: Risolverebbe qualcosa?
Neval: Mi eviterebbe un altro Tavor. (Laura prende dal tavolo le cesoie e gliele porge).
Laura: Si accomodi allora, lo faccia! Dico davvero. Anzi… (Laura prende delle grosse forbici anche lei).
Laura: Facciamolo insieme. Così evito un ansiolitico anch´io! (C´è un attimo di esitazione, sembra quasi che Neval stia per farlo, poi toglie di mano le forbici a Laura e le posa con le cesoie).
Neval: Non posso più! Diventeremmo complici. E io non sono una “collaborazionista”. Sto dalla parte di Angelica. (Laura sorride: si sono simpatiche).
Laura: All´inizio erano solo scopate.
Neval: E adesso?
Laura: Non lo so. (Neval si dirige verso l´uscita).
Neval: Allora adesso sono cazzi suoi. Perché si ritrova un amante libero e che ha molto bisogno di essere consolato. (Apre la porta, sta per uscire, poi ci ripensa e si riaffaccia).
Neval: Non ce lo tratti male.

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