Dalla rassegna stampa Cinema

Nuovo Punk Story

…Peggy e Grizelda fanno amicizia con una coppia di lesbiche e si abbandonano a gagliardi amori saffici…

Mai pensato di mangiare un topo? Sotto i titoli del film Nuovo Punk Story, il regista John Waters ci presenta un coperto impeccabilmente preparato. Tranne che, tra argenti e cristalli, sul piatto di porcellana giace proprio un topo morto. Come ha scritto George Morris in un articolo su “Take One” (marzo 1978), Waters «ha applicato l’estetica della spazzatura alle sceneggiature dei film di serie B». In ogni modo c’è un mezzo culto, negli USA, per questo giovane cineasta di Baltimore (Maryland), ex puparo (ma con i pupazzi che spaventavano i bambini anziché divertirli), ex campione dei film «di mezzanotte». In Nuovo Punk Story, la paraplegica Peggy Gravel (l’attrice si fa chiamare Mink Stole) uccide il marito facendosi aiutare dalla cameriera negra Grizelda (Jean Hill) che gli schiaffa in faccia un sederone di oltre un quintale. Dopo esser state costrette da un poliziotto a regalargli le mutande, le due complici si rifugiano a Mortville, una fantastica bidonville all’esterno del castello dove abita la crudele regina Carlotta (Edith Massey). Costei è contornata di brutali neonazisti che per suo ordine uccidono lo spazzino di cui è innamorata la principessa. Intanto Peggy e Grizelda fanno amicizia con una coppia di lesbiche e si abbandonano a gagliardi amori saffici. Finale con la rivolta dei sottoproletari, la cacciata della regina e un gran balletto di liberazione. Il tono è rozzo, gaglioffo, da barzelletta sconcia riscattata da improvvise impennate surreali. Pur evocando ricordi di Biancaneve e i sette nani e di Miracolo a Milano, non lontano dalle atmosfere di Fellini e di Ken Russell, Nuovo Punk Story ostenta un totale disinteresse per la propria collocazione culturale, quindi una ribalda salute che induce a un riso rabelaisiano.

Da Tullio Kezich, Il nuovissimo Mille film. Cinque anni al cinema 1977-1982, Oscar Mondadori

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