Dalla rassegna stampa Cinema

«Superman è gay, deve fare outing»

Il dibattito sull’orientamento sessuale del supereroe – Sta per uscire il nuovo film e la rivista Advocate lancia la provocazione: «Gli sceneggiatori dovranno tenerne conto»

Il nuovo Superman

NEW YORK – Tutto è nato per un titolo in prima pagina della rivista Advocate: «Quanto è gay Superman?». Una provocazione lanciata a poche settimane dall’uscita del nuovo film sul supereroe e che ha scatenato dibattiti sui media americani, nei forum Internet e nelle chat. In pratica, il magazine chiede a Superman di fare «outing», di svelare cioè la sua natura omosessuale. Gli indizi che porterebbero a questa conclusione, e che sono stati sottolineati anche dai lettori, sarebbero quelle tute attillate che indossa durante le sue avventure e certi suoi atteggiamenti. Il magazine invita insomma gli sceneggiatori che scriveranno le prossime storie di Superman a tenere conto di quella che sarebbe la sua vera inclinazione sessuale. Un po’ come ha fatto Batwoman (la Dc Comics ha deciso proprio nei giorni scorsi di dare una svolta alle avventure della donna pipistrello, rendendo nota la sua natura lesbica).

ICONA – Non tutti, ovviamente, sono d’accordo. Ma ad avvalorare la tesi di Advocate c’è la scelta di affidare il ruolo di Superman all’attore Brandon Routh, che è stato eletto da un’altra rivista (Out) come una delle icone gay di Hollywood. Un dibattito che ha messo in fibrillazione i tipi della Warner Bros, che si trovano di fronte a un dubbio: tutte queste discussioni sulla presunta omosessualità di Superman faranno bene al lancio del film, oppure no?

L’ATTORE – Di certo c’è che la pellicola «Superman returns» (firmata da Bryan Singer) è molto attesa dai fan dell’eroe con il mantello rosso, che torna sul grande schermo dopo sei anni di assenza (in Italia uscirà a settembre). Brandon Routh ha dichiarato che «non è stato facile recitare nel ruolo di Superman perché il pubblico ha delle aspettative molto alte e io ero ossessionato dalla paura di quello che la gente avrebbe potuto pensare. Ci è voluto un bel po’ per liberarmi da questi cattivi pensieri e calarmi con serenità in un ruolo tanto importante. Dovevo fare i conti con un passato ingombrante». Chiaro riferimento a Christopher Reeve, l’indimenticato volto di Clark Kent nei precedenti film. L’attore morì nel 2004 dopo essere stato costretto per anni a vivere su una sedia a rotelle in seguito a un incidente di cavallo.

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