Dalla rassegna stampa Cinema

«Orrendo» Caimano mangia David

PREMI 13 candidature ciascuno al «Caimano» e a «Romanzo criminale» per i David. Ma Placido critica la «Moretti dipendenza». Briciole per Benigni

Chissà se Berlusconi darà dei comunisti, o peggio dei «coglioni», pure ai mille e cento giurati dei David di Donatello? E già perché il nutrito gruppo di addetti ai lavori che assegna l’Oscar italiano, giunto quest’anno alla cinquantesima edizione, ha proposto ben 13 candidature per l’«orrendo» film di Nanni Moretti, Il caimano, come l’ha definito il nostro premier giusto durante il duello con Prodi. Alla pari con Moretti anche il Romanzo criminale di Michele Placido, anch’esso candidato a 13 statuette. Così le cinquine presentate ieri a Roma che avranno come clou la serata della premiazione il 21 aprile all’Auditorium capitolino con una cerimonia presentata da Veronica Pivetti, in diretta su Raisat cinema e, in differita (alle 23.50) su Raiuno.
Oltre ai due fortunatissimi, ottima è la pole position per gli altri grandi favoriti al box office di questi tempi: Il mio miglior nemico di Carlo Verdone (12 candidature), Notte prima degli esami di Fausto Brizzi (11) e La terra (6) di Sergio Rubini. Solo due nomination, invece, porta a casa La tigre e la neve di Benigni, candidata in categorie minori (canzone e affetti speciali). La bestia nel cuore di Cristina Comencini, dopo le glorie della corsa all’Oscar, si aggiudica 6 candidature di cui solo due di rilievo (miglior attrice, Giovanna Mezzogiorno, e miglior attrice non protagonista Angela Finocchiaro). Quattro nomination a testa vanno a La seconda notte di nozze di Pupi Avati e La febbre di Alessandro D’Alatri. Dall’alto dei suoi 4 milioni e 300 euro incassati in due settimane di programmazione Il caimano e i suoi «padri», Moretti e Barbagallo (lui candidato come miglior produttore), non teme polemiche. Anzi. Neanche quelle sollevate da Michele Placido ieri nel corso dell’annuncio delle cinquine. O meglio. L’attacco non è direttamente a Il caimano che «non ha visto». Ma a certi «fans sfegatati» di Moretti. Leggi i «giornalisti». E in particolare Curzio Maltese che ha definito Nanni l’unico regista esportabile. Un’affermazione secondo Placido «ingiusta e vergognosa». «Ritengo che molti giornalisti esagerano – prosegue Placido -. Non c’è solo Moretti, ci sono registi come Giuseppe Tornatore, Gianni Amelio, Marco Bellocchio e Paolo Sorrentino che tutto il mondo ci invidia. Il cinema è fatto di più voci – continua – e questo atteggiamento sacerdotale nei confronti del nume Moretti lo trovo davvero esagerato». Sul film dice: «non posso dare un giudizio perché non l’ho ancora visto. Ci andrò con calma, dopo le elezioni. Credo comunque che sia un film politicamente importante. E poi – conclude – non ho bisogno delle lezioni de Il caimano per votare contro Berlusconi». E proprio gli attacchi del premier al film, Barbagallo «commenta» sorridendo. Anzi. Si viene a sapere che il figlio, sentite le parole di Berlusconi, lo ha acclamato con un «papà sei grande!». Piuttosto preferisce commentare il successo: «Ci speravamo. Ero convinto, e non solo io, che il film avesse una grande potenza. È gratificante vedere che il pubblico si emoziona, ride, piange e si diverte fuori dai condizionamenti della bagarre mediatica e politica che c’è stata sul film». E a chi gli chiede altri commenti sul premier rinvia sicuro: «Aspettiamo la prossima settimana».

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