Dalla rassegna stampa Cinema

Sharon, killer più sexy che mai

L’attrice, dopo 14 anni dall’«accavallata di gambe» più famosa del cinema, torna sul grande schermo con il remake

«Basic Instinct 2» in anteprima nazionale al Teatro Filarmonico

Verona – Sono passati 14 anni dall’accavallata di gambe più famosa del cinema: «Basic Instinct», oltre ad essere stato uno dei massimi successi di botteghino degli anni ’90, lanciò nell’empireo Sharon Stone. Al suo primo ruolo di protagonista in un film ad alto budget, l’attrice americana colpì, con la sua sfrontata sensualità, l’immaginario di un’intera generazione di pubblico.
Catherine Tramell, femme fatale, assassina e ninfomane tornerà presto sul grande schermo in «Basic Instinct 2 – Risk Addiction», per la regia dello scozzese Michael Caton-Jones. Il film sarà proiettato in anteprima assoluta, giovedì 30 marzo all’interno del convegno «Femme Fatale. Feministe Fatale», nel contesto di «Schermi d’Amore».
Questa volta, a cadere nelle trame criminal-erotiche della protagonista non sarà un poliziotto (parte che fu di Michael Douglas) ma uno psichiatra, interpretato dall’attore inglese David Morissey: tutta l’azione sarà, infatti, spostata a Londra. Sembra che il remake del malizioso accavallamento senza intimo sia stato ironicamente ripetuto, ma con la sorprendente presenza di normalissimi slip. I fans delle scene forti troveranno comunque pane per i loro denti.

Alcuni giorni fa Sharon Stone, a Londra per la premiere mondiale di «Basic Instinct II», ha dichiarato al tabloid «Daily Mirror» di avere insistito con i produttori del film affinchè inserissero nella pellicola un maggior numero di scene di sesso.
L’attrice ha raccontato: «Quando ho visto uno dei primi montaggi mi sono accorta che avevano eliminato molte scene sexy, allora ho detto loro: “Dove sono tutte le cose più spinte che ho fatto? Perchè stiamo limando il film?” Alla fine abbiamo reinserito molte scene provocanti».
Nel sequel del film del 1992, la Stone veste nuovamente i panni della killer bisessuale Catherine Tramell. Alcune scene di sesso sono state girate con l’ex calciatore del Liverpool Stan Collymore.
Classe 1958, la Stone oltre ad essere un’attrice di grande sensibilità è una donna intelligente, da sempre impegnata nel sociale, nell’arte e nella beneficenza. Sparita per qualche anno in seguito a gravi problemi di salute (un aneurisma cerebrale che la colpì nel 2001), ha deciso di tornare sugli schermi con un remake che molti pensano fuori luogo e fuori tempo. Difficile capire se a spingerla in questa avventura sia stato il bisogno di lavorare, di creare un caso o il desiderio di dimostrare di essere ancora un sex symbol.
Incassi e polemiche sembrano già assicurati. Il fatto che due registi (David Cronenberg e John McTiernan) e cinque potenziali protagonisti maschili (Robert Downey Jr., Kurt Russell, Pierce Brosnan, Bruce Greenwood e Benjamin Bratt, rifiutato dalla Stone in quanto “pessimo attore”) si siano ritirati dal progetto la dice lunga sul potenziale disastroso risultato artistico dell’operazione.
È un peccato vedere un’attrice in grado di regalare momenti di grande cinema, in film della levatura di «Casinò» (1995), di Martin Scorsese o della qualità di «Sfera» (1998) e «Broken Flowers» (2006) cercare visibilità attraverso operazioni macina gossip. E così, mentre i fan del genere soft erotico affolleranno le sale e scandaglieranno internet, alla ricerca delle scene saffiche tagliate dalla pellicola per paura di inopportune censure, gli amanti del cinema continueranno a sperare di vederla in un ruolo che possa restituirle l’Oscar scippatole da Susan Sarandon nel ’95.
Adamo Dagradi

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