Dalla rassegna stampa Cinema

Jodie: An Icon

Jodie nell¹immaginario della società lesbica americana

Ovvero Jodie nell¹immaginario della società lesbica americana. Il documentario, girato in uno stile vivace che ricorda i video-clip musicali anche per la bellissima colonna sonora, è la voce di centinaia di donne americane che vedono nell¹attrice dichiaratamente lesbica un simbolo della loro libertà di essere e di amare. A parlare sono sopprattutto attrici comiche e tecnici cinematografici che, oltre ad avere una passione personale per Jodie (come dargli torto?!), vivono la realtà hollywoodiana dall¹interno, nei suoi aspetti pratici e spesso discriminanti. Allo stesso tempo la familiarità con il mondo dello spettacolo porta molte di loro ad un approccio spontaneo e sincero con il pubblico, contribuendo a creare un¹atmosfera generale di spensieratezza ed ironia. Lo straordinario percorso artistico di Jodie viene ricostruito attraverso l¹immaginario delle sue fan più sfegatate: da quando era l¹impertinente maschiaccio della Walt Disney, attraverso la svolta di TAXI DRIVER, fino alle ultime pellicole, dove la Foster è una donna forte e sensuale. Trovo molto interessante delineare la figura di una celebrità attraverso gli occhi di chi ha contribuito a costruirne la fama: i fan, gli spettatori, dalla musica, al cinema, persino in letteratura, sono parte integrante nella creazione di un personaggio. Ma è ancora più interessante vedere il punto di vista della comunità lesbica: le scene chiave di alcuni film vengono riproposte ed analizzate da una prospettiva decisamente diversa. Ecco allora che la carezza tra la Foster e Kelly McGillis in THE ACCUSED (Sotto Accusa) rappresenta un momento di commozione e di riconoscimento di un¹omossessualità latente per tutto il film, anche perché Jodie Foster ha avuto effettivamente una relazione con l¹eroina di TOP GUN. Le immagini mostrano anche un film poco conosciuto (chissà perché) in cui la Foster vive un¹esperienza omossessule con Natasha Kinski. Ma Jodie, a livello più generale, è considerata un¹icona anche per il movimento femminista: ne IL SILENZIO DEGLI INNOCENTI, ad esempio, Clarisse è una straordinaria donna-poliziotto (una delle prime sullo schermo, un personaggio realistico e non caricaturale) che con la sua determinazione supera di gran lunga i colleghi uomini. Pe l’attrice non è stato facile dover uscitre allo scoperto, in una Hollywood che ha le sue leggi anche per quanto riguarda l¹immagine e la vita privata delle star; tuttavvia la Foster ha raggunto una posizione tale da poter fronteggiare le discriminazioni dello star-system: da una parte la fama mondiale ed il supporto dei suoi fan (con tanto di un cliccatissimo sito internet) dall’altra una casa di produzione tutta sua ed una barca di soldi.
Inizialmente Pratibha ha cercato di contattare l’attrice a proposito del documentario, ma Jodie si è trincerata dietro i suoi agenti e gli impegni di lavoro. Tuttavvia sembra che in seguito la Foster abbia richiesto una copia del documentario, per guardarselo nel salottino della sua mega-villa: “Sono sicura che le è piaciuto” afferma Pratibha, “se non le è piacuto è completamente pazza, perchè è un tributo d’amore da parte di tutti i suoi fan”.

da http://www.kinematrix.net/testi/donne_Pratibha.htm

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