Dalla rassegna stampa Cinema

Cowboy gay, sapore di Oscar

Quattro premi al film di Ang Lee: miglior dramma, regia, canzone originale e sceneggiatura

Molti premi anche per “Walk the Line”, il film su Johnny Cash
Ieri notte la cerimonia al Beverly Hilton Hotel di Los Angeles
Delusione per Allen e Clooney
A sorpresa il premio per il miglior film straniero è stato attribuito a “Paradise Now” del palestinese Hany Abu-Assad

LOS ANGELES – La pastorale gay “Brokeback Mountain” è il film dell´anno secondo i membri della Hollywood Foreign Press Association, che ha assegnato all´opera di Ang Lee quattro premi, spalancandogli le porte dell´Oscar. «Nel giorno di Martin Luther King, la libertà si celebra anche mostrando l´amore tra gli uomini, in tutti i sensi» ha detto sul palco del Beverly Hilton Diana Ossana, produttrice e co-sceneggiatrice di “Brokeback Mountain”. E´ un anno in cui i film sul tema dell´omessualità (oltre a “Brokeback Mountain”, trattato anche da “TransAmerica” e “Capote”) hanno superato quelli sulla politica (“Syriana”, “Munich”, “Good Night, and Good Luck”), i film a basso-medio budget hanno riscosso più interesse di quelli degli Studios.
Una serata festosa, il cui tono è stato dato da George Clooney, candidato in tre categorie e premiato come miglior attore non protagonista per il ruolo dell´agente della Cia in “Syriana”. Nel ritirare il suo premio, il primo della serata, Clooney non ha rinunciato a battutacce sulla politica dell´amministrazione Bush. Film antagonista a “Brokeback Mountain” sembra profilarsi il biografico “Walk the Line” (su Johnny Cash), premiato come miglior film commedia/musical. Globe anche al suo protagonista Joaquin Phoenix e, come previsto, a Philip Seymour Hoffman sul versante drammatico per la sua interpretazione dello scrittore Truman Capote in “Capote” (altra seria ipoteca per gli Oscar). Premiata come migliore attrice drammatica una delle “casalinghe disperate”, Felicity Huffman, per il ruolo della donna/uomo in “Transamerica”, e sul versante brillante alla sempre più apprezzata Reese Witherspoon come June Carter in “Walk the Line” (tre interpretazioni su quattro sono ritratti di persone vere, due su quattro gay o trans).
A mani vuote i big: Spielberg, candidato per la regia di “Munich”, Peter Jackson (“King Kong”) e Woody Allen (“Match Point”), si sono dovuti inchinare ad Ang Lee, Golden Globe per la regia. «Non è solo un onore ma anche un piacere stare in compagnia di questi cosiddetti piccoli film che hanno però dietro pensieri molto grandi» ha detto Lee in sala stampa. La Huffman ha dedicato il suo discorso di ringraziamento ai transessuali: «Con questo premio voglio celebrare gli uomini e le donne che hanno affrontato con coraggio l´ostracismo, l´alienazione e una vita vissuta ai margini per diventare chi sono veramente».
Sorpresa e soddisfazione anche per il premio all´opera straniera andato a “Paradise now”, film duro e controverso sulla preparazione di due kamikaze palestinesi. «Sono sorpreso anch´io» ha detto candidamente il regista palestinese Hany Abu-Assad «ma il mio non è un film controverso: si limita a mostrare delle cose da una prospettiva diversa, che ci preoccupa tutti».
Sul fronte televisivo grandi vittorie per le serie “Lost” e “Desperate Housewives” e per Geena Davis, premio come migliore attrice protagonista per la nuova serie televisiva “Commander in chief”, in cui una donna è presidente negli Stati Uniti. Tra i televisivi, un curioso fuori programma per Eric McCormack, protagonista del telefilm “Will & Grace”, che si è presentato alle foto di rito con i pantaloni calati.
Il premio Golden Globe, assegnato dalla stampa estera di Hollywood (appena 85 i membri votanti – un´inezia se comparati ai 5.800 dell´Academy of Motion Pictures che votano per gli Oscar) è diventato un evento popolare nello show-business grazie al suo seguitissimo spettacolo di premiazione (diretta della Nbc, con 35 milioni circa di spettatori), la sua passerella di star, l´atmosfera meno formale rispetto a quella degli Oscar, e un fondamentale strumento di marketing per gli studios in vista della campagna per gli Academy Awards. Dopo lo show di premiazione la kermesse è continuata nei lussuosi locali dello stesso Beverly Hilton, con le tradizionali feste.

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IL REMAKE

Kidman e Crowe rifanno “Via col vento”

LOS ANGELES – Russell Crowe ha rivelato di avere in progetto il rifacimento del kolossal Via col vento. Un remake tutto australiano, visto che la protagonista sarà Nicole Kidman e il regista dovrebbe essere Baz Luhrmann, che ha diretto la Kidman in “Moulin rouge”. «Sarà ambientato in Australia nei primi anni Trenta», ha spiegato Crowe.

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