Dalla rassegna stampa Cinema

Il Cinema che verrà - Ang Lee e i cowboy gay danno il via alla stagione

Fa già discutere la drammatica storia di due veri cowboy, di poche parole e dai modi rozzi, che per vent´anni si sentiranno attratti irresistibilmente l´uno dall´altro

Oltre che per Spielberg e Allen grande è l´attesa per Ang Lee con il suo “I segreti di Brokeback Mountain” che esce il 20 gennaio in Italia

Di certo, John Wayne si starà rivoltando nella tomba: un cowboy gay, ai suoi tempi, sarebbe apparso un assurdo, una contraddizione in termini. Tanto che, onde esorcizzare il minimo sospetto di omosessualità, eroi del western come Wayne o Jimmy Stewart si portavano appresso partner d´avventura insospettabili per difetto di seduzione: vedi il famoso “vecchietto” Walter Brennan. L´unico a insinuare relazioni sessuali tra i rudi bovari che fecero l´America è stato Andy Warhol con “Lonesome Cowboy”; ma lui, si sa, vedeva omofilia dappertutto.
Adesso (il 20 gennaio), però, arriva un film premiato col Leone d´oro a Venezia a rivoltare come un calzino il mito del cavaliere della Valle Solitaria. Nel 1963, due cowboy precari che esibiscono le belle facce delle neostar Heath Ledger (candidato ai Golden Globe per il film) e Jake Gyllenhaal, spartiscono la solitudine bucolica dei monti del Wyoming, dove passano l´estate sorvegliando un gregge. Dapprima diffidenti l´uno dell´altro, Ennis e Jack cominciano poi a intrattenersi con lotte e giochi camerateschi; finché si scoprono attratti a vicenda e s´infilano nello stesso sacco-a-pelo.
“I segreti di Brokeback Mountain” copre un arco temporale di vent´anni, perché quella tra Ennis e Jack è una storia d´amore in piena regola, che potrebbe benissimo svolgersi tra due amanti di sesso opposto. I due giovanotti sposano un paio di ragazze, generano figli, ma continuano a incontrarsi a intervalli regolari (la scusa a beneficio delle consorti è l´amore condiviso per la pesca) come una coppia clandestina, per abbandonarsi ai sensi e al sentimento. Finché per Jack, più incline dell´altro alla promiscuità sessuale, le cose non prenderanno una piega pericolosa: nel selvaggio West molti, in tema di omosessualità, sono rimasti dell´opinione di John Wayne.
Ormai più yankee degli americani, il regista Ang Lee ha messo in scena un solido melodramma vecchio-stile, classico nella forma quanto anticonvenzionale nel soggetto (che è tratto dal racconto di Annie Proulx). A quanto pare, l´unione di queste due caratteristiche ne fa un candidato ideale per il prossimo Oscar (la cerimonia si svolgerà il 5 marzo), le cui nomination verranno rese pubbliche il 31 gennaio. I bookmaker e la stampa più autorevole sostengono con la massima convinzione il film di Ang Lee, mentre la distribuzione ha deciso di posticiparne l´uscita internazionale per avvicinarla alla grande notte delle statuette.


Ecco tutti i film in uscita a gennaio. Spiccano i titoli di Park Chan-Wook e di Stephen Frears

Lady Vendetta e Lady Henderson due modi diversi di essere donna

Ma l´attenzione è puntata sul ritorno di Terence Malick con la storia di Pocahontas

Fra i film la cui uscita è prevista a gennaio due sono destinati a far discutere, e parecchio, mentre il terzo, è tra i film migliori di un cineasta amato da molti. Però non ci sono solo “I segreti di Brokeback Mountain” di Ang Lee, dato già tra i favoriti agli Oscar (uscita italiana il 20 gennaio), “Munich” di Steven Spielberg (il 27) e “Match Point” di Woody Allen (il 13) a farci pregustare una ripresa di stagione sotto il segno del buon cinema.
I titoli allettanti si allineano sulla carta più numerosi del solito. Si parte subito (dal 6 gennaio) con due lady molto diverse tra loro, ma che vale la pena di conoscere da vicino a pari merito: sono le protagoniste di “Lady Henderson presenta” e di “Lady Vendetta”. La prima, una ricca vedova inglese sull´ottantina (Judi Dench, sublime) che, nella Londra anni ‘30, offre al pubblico del suo teatro spettacoli con donne nude; la seconda, una fanciulla coreana accusata d´infanticidio, che esce di prigione decisa a punire il vero colpevole. Dirigono, rispettivamente, il grande Stephen Frears e l´ineffabile Park Chan-Wook. Venerdì 13 esce, oltre al film di Allen “Match Point”, il promettente “The New World-Il nuovo mondo”, del poco prolifico quanto geniale Terrence Malick. Il quale, maestro paesaggista della macchina da presa, si è voluto misurare con la celebre storia di Pocahontas, la principessa indiana amante del soldato inglese John Smith (Colin Farrell). Epoca il XVII secolo, ambiente i grande spazi inesplorati del continente americano.
Lo stesso giorno debutta sui nostri schermi anche “40 anni vergine”, baciato dal successo al box-office americano. Se il titolo lascia intendere un “American Pie” in versione adulta, la commedia è migliore delle previsioni: fa ridere riuscendo anche a dire qualcosa sulle relazioni tra i sessi e rivela Steve Carell, un comico di carattere. Al citato “American Pie”, paradossalmente, somiglia di più il “Casanova” di Lasse Hallstrom, versione adolescenziale delle avventure del celebre libertino (Heath Ledger) ambientata in una Venezia irrimediabilmente travestita da Carnevale. Potrebbe rivelarsi suggestivo anche “Derailed-Attrazione letale”, thriller di Mikael Hafstrom con Clive Owen, Jennifer Aniston, Vincent Cassel; dove si racconta di come un tranquillo pubblicitario incontri in treno la donna dei suoi sogni e di come il sogno si trasformi in incubo.
La seconda settimana di gennaio (venerdì 13) affianca al film di Ang Lee sui cow boy gay parecchi titoli, tra cui il molto annunciato “Eccezzziunale veramente capitolo secondo… me”, dove Diego Abatantuono riprende i personaggi del suo vecchio trash-cult sulla tifoseria calcistica. Si annuncia come una variante di “Ti presento i miei”, ovvero la commedia “La neve nel cuore” di Thomas Bezucha, ambientata durante le feste di Natale e terza nelle classifiche d´incassi americane. Un giovanotto (Dermot Mulroney) porta la fidanzata (Sarah Jessica Parker) a conoscere la famiglia, che subito prende a detestarla. Partecipano al gioco Diane Keaton, Clare Danes, Luke Wilson. Da tener d´occhio il francese “Joyeux Noel” di Christian Carion. Una verità dimenticata dalla storia. Il titolo da saldo postnatalizio nasconde un dramma che si svolge durante la prima guerra mondiale ed è ispirato a un episodio realmente accaduto: un capodanno del 1914 festeggiato assieme dai soldati dei fronti avversi. Tregua non programmata, che non piacque affatto agli alti gradi militari.
Con l´ultima settimana del mese (venerdì 27 gennaio), ricomincia l´improvvido affollamento degli schermi che lo spettatore italiano conosce molto bene; e che non rende facile la scelta di che cosa vedere, fatta eccezione per i pochi titoli di grande richiamo. Assieme a “Munich” di Spielberg, film bello e terribile, debuttano due titoli degni di nota. L´uno, “Factotum”, presentato a Cannes, racconta le avventure, gli amori, le relazioni col padre e la dipendenza dall´alcol di Henry Chinaski (pseudonimo dello scrittore Charles Bukowsky), interpretato da Matt Dillon con uno stile di recitazione molto Actor´s Studio. L´altro, “Dick e Jane-Operazione furto”, è una commedia a sfondo amarognolo, remake di un film del ‘77 ma dall´innesco narrativo drammaticamente attuale. Il colletto bianco Dick (Jim Carrey), abituato a condividere con Jane (Téa Leoni) un alto tenore di vita, perde il lavoro. Per non rinunciare ai privilegi del censo (la goccia che fa traboccare il vaso è l´auto a comando vocale del vicino di casa), non gli resta che diventare ladro.
(roberto nepoti)

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