Dalla rassegna stampa Cinema

Il Leone dei «cow-gay»

A «Brokeback Mountain» di Ang Lee. Due premi al film di Clooney. Miglior attrice la Mezzogiorno.

lido di Venezia Cerimonia di chiusura senza show per la Mostra del cinema. Una timida Ines Sastre, accompagnata dal giornalista Massimo Sebastiani, hanno condotto in porto una serata di chiusura a tratti soporifera, con qualche imbarazzo. Evidente la scelta di riportare la cerimonia alla formalità rinunciando all’intrattenimento: musica classica in sottofondo, pochissimi spezzoni video, nessuna battuta, ritmo eccessivamente lento nell’ora di diretta (iniziata puntualissima) dalla Sala Grande. Tutto è stato concentrato sulla consegna dei premi. La prima gaffe è sull’attore vincitore del Premio Mastroianni: nessuno fa presente, quando sale sul palco il produttore del film «Vers le sud», che non si tratta dell’interprete di colore della pellicola. Poi George Clooney, anche lui poco «party» e molto serio: «Sono molto contento di essere di nuovo qui a Venezia – ha detto in italiano ricevendo il premio per la sceneggiatura – non parlo in italiano e neanche in inglese molto bene». Clooney ha dedicato il premio a Edward R. Murrow, l’anchorman che ha ispirato il film vincitore dell’Osella per la sceneggiatura. «Ci ha insegnato a essere responsabili, ci ha detto di non pensare solo a competere l’uno con l’altro per chi ha l’arma più distruttrice ma a competere sulle idee», ha detto. Giovanna Mezzogiorno, con la Coppa Volpi in mano, ha ringraziato Cristina Comencini, regista di «La bestia nel cuore», il cast del film e ha dedicato il premio a Peter Brooke, «un uomo che, quando mio padre già non c’era più, mi ha fatto credere che potevo fare l’attrice». Dopo David Strathairn, Coppa Volpi maschile, è salito sul palco Abel Ferrara, forse l’unico momento divertente della cerimonia: nel suo consueto stile, il regista ha detto qualche parola di circostanza poi, guardando il premio, ha bofonchiato: «Ma è di vetro, non d’oro?», e ha dedicato il riconoscimento «ai nostri padri e ai nostri figli». «Un premio contro i conformismi» è stata la frase che ha scelto di dire Philippe Garrel sul palco. Il Leone d’oro alla carriera Myazaki ha consegnato il premio più prestigioso ad Ang Lee e la chiusura è stata affidata a Marco Mueller e a Davide Croff, visibilmente commosso nel finale: «Le strutture hanno scricchiolato ma hanno tenuto – ha detto il direttore della Mostra – Ci teniamo che questa continui a chiamarsi Mostra d’arte cinematografica di Venezia». «Un’edizione che ha rappresentato una svolta – ha concluso il presidente della Biennale – si è discusso di cinema». Infine Croff ha ricordato la necessità «di un nuovo Palazzo del cinema che ci permetta di affrontare ogni concorrenza» e ha sottolineato «il legame che la Mostra ha con tutta la città». a. a.

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