Dalla rassegna stampa Cinema

«Misterious Skin», un film bello ma duro

Un film/dibattito si aggira per le sale italiane. Ed è anche un bel film. Parliamo di Misterious Skin («Pelle misteriosa»), dell’ultra-indipendente americano Gregg Araki…

PROVOCAZIONI Una storia su infanzia e sesso: da valutare

Un film/dibattito si aggira per le sale italiane. Ed è anche un bel film. Parliamo di Misterious Skin («Pelle misteriosa»), dell’ultra-indipendente americano Gregg Araki. È passato (in una sezione collaterale) a Venezia 2004 e qualcuno arrivò a definirlo il più bel film del festival. Non era vero (non può essere vero in un festival dove c’era un capolavoro come Collateral di Michael Mann!), ma certo Misterious Skin è un oggetto cinematografico inquietante, che merita una visita. A patto che abbiate voglia di impelagarvi nel dibattito in questione, che può essere riassunto così: è possibile che ai bambini piaccia essere molestati dai pedofili? Prendetela come una provocazione, per quanto ci riguarda: ma Araki fa sul serio. Il film narra le vite parallele di Neil e Brian, due ragazzini che crescono senza conoscersi in un paesino del Kansas. A 8 anni Neil si innamora perdutamente del proprio allenatore di baseball, ed è il bimbo più felice del mondo quando costui lo porta a casa e lo inizia ai misteri del sesso. Alla stessa età, Brian subisce invece un trauma che lo segnerà per tutta la vita, provocandogli dei «vuoti» di memoria e portandolo ad auto-convincersi di essere stato rapito dagli alieni (cosa della quale sono sinceramente sicuri molti americani clinicamente non pazzi). Il film segue la crescita di Neil e Brian fino ai 19 anni: il ritratto del primo è tutt’altro che rose e fiori, perché da bambino felicemente molestato diventa un adolescente con una concezione meccanica del sesso, abituato a prostituirsi con lo stesso spirito con il quale i bancari vanno, la mattina, in banca. Brian invece elabora faticosamente i propri ricordi, ed è subito chiaro – a noi, non a lui – che i marziani non c’entrano nulla; e quando in casa trova una foto di Neil da bambino, e ne viene ossessionato al punto di doverlo trovare, capiamo subito quale tipo di trauma abbia vissuto 11 anni prima…
Classe 1959, da sempre militante gay, autore-culto della off-Hollywood più estrema, Araki è troppo intelligente per proporci un film pro-pedofilia. Cerca di suggerirci che i bambini possono anche, a loro modo, innamorarsi: e quando accade sono ancora più indifesi e delicati. Osservare questo innamoramento è forse un modo di capire. Misterious Skin è un film duro, esplicito, e al tempo stesso tenero, pudico. Non dà soluzioni: per questo lo definivamo un film/dibattito, perché le risposte dovrete darvele – se ci riuscite! – da soli. Visivamente è bellissimo, anche se ricorda un po’ troppo il Todd Solondz di Happiness, altro giovane guru degli indipendenti Usa. Comunque da vedere, a condizione che non troviate il binomio sesso/infanzia troppo disturbante.
al. c.

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