Dalla rassegna stampa Cinema

De Palma regina del cinema gay

L’attrice feticcio di Almodovar in Italia per presentare “Franchesca Page”
Alla conferenza stampa un comizio a favore di Zapatero

Milano. Regina della Commedia. E non poteva essere che lei, Rossy De Palma, attrice feticcio di Pedro Almodovar, lineamenti androgini, capelli a spazzola, sorriso a 32 denti e oltre, giacca e pantaloni bianchi e ardite scarpe dorate a mezzo tacco. Rossy è venuta a Milano per presentare il suo nuovo film (ma solo per uscita visto che è stato realizzato nel 1997) “Franchesca Page” e per ritirare il premio di Regina della Commedia che le è stato assegnato nell’ambito del Festival del Cinema Gaylesbico. E’ una donna energica, piena di progetti e instancabile: «Nemmeno la doppia maternità mi ha fermato: voi italiani credete che questo film sia un ritorno, ma in realtà ho sempre lavorato, la questione è che non tutti i miei lavori vengono distribuiti nel vostro paese», dice. La pellicola, che uscirà in Italia il 12 giugno, è un musical «con gente in gamba, che sa ballare e cantare. E’ un film divertente, stile Usa, e io sono una donna cattiva, avida di soldi che vuole tendere una trappola globale».
La corona che le è stata appoggiata sulla testa sabato sera la inorgoglisce perché«la commedia è un genere tragicomico che adoro. E’ lo specchio, talvolta, di questi terribili tempi moderni». Anche nella sua Spagna la vita non è facile «ma Zapatero è ossigeno, con lui ci sono maggiori aperture. Pensiamo anche ai gay, visto che sono ospite del loro Festival: al matrimonio. Se la Chiesa non è pronta, perché non può esserlo la società? E’ una questione civile intorno alla quale regna tanta ipocrisia».
Ormai Rossy De Palma è un ciclone. L’intervista pare un comizio: «Vogliamo parlare di adozioni per coppie gay? Si sostiene che non sarebbero buoni genitori: quante coppie etero sono pessimi genitori, mi sembra che in questi giorni sui giornali italiani ci sia un caso clamoroso. Io voglio vedere chi ha il coraggio di scagliare la prima pietra. La storia insegna che la repressione non serve».
Tornando all’arte, Rossy sta lavorando a un progetto musicale per il quale scrive testi e musica. E poi studia la fattibilità di un documentario sull’immigrazione «perché la vita è migrazione a partire dallo spermatozoo che emigra verso l’ovulo». A questo punto è arrivato l’abbraccio del popolo gay-lesbico e lei, sorniona, ha mormorato guardando alcuni ragazzi: «L’unico problema è che noi donne fatichiamo a trovare uomini… dovrò diventare lesbica anche io?».

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