Dalla rassegna stampa

«La bestia» dei ricordi secondo Cristina Comencini

…Tema dal fascino inquietante, comunque, su abusi compiuti da un padre integerrimo, omosessualità repressa, tradimenti…

Nel cuore del Salento

Cristina Comencini nel profondo Salento per La bestia nel cuore. Primo ciak ieri dell’ultimo film della regista romana (tratto dal libro omonimo di cui è autrice per le edizioni Feltrinelli) fra le bianche pietre, rugose eppur rese attraenti da un attento recupero, della masseria «Le more», incuneata nelle distese di uliveti della zona più antica di Spongano, paesino di 3.800 anime, anch’esso specchio del nitore di questi luoghi. «Qui è tutto ancora arcano, tutto pare abbia conservato una sua purezza, mi ricorda le mie zone nella Campania, quelle di mia madre, prima che l’uomo le rovinasse. Lo hanno fatto anche qui, ma per fortuna in maniera meno grave, ecco perché amo questo posto». La regista, figlia d’arte del grande Luigi Comencini, torna a girare nel Salento dopo la felice esperienza di Liberate i pesci (2000), questa volta, però, il set non toccherà Lecce. La troupe, oltre che nella piccola masseria privata dell’avvocato Neppi e buen retiro la scorsa estate di Romano Prodi e del presidente Enel, Gnutti, si sposterà a Diso e sui treni delle Ferrovie Sud-Est, recentemente «immortalate» dal docu-film Italian Sud Est del collettivo Fluid Video Crew. Le bestia nel cuore è prodotto da Cattleya e Rai Cinema e sarà distribuito dalla «01».
Quale parte del film avrà lo scenario salentino? «Quella finale. Noi abbiamo cominciato il 10 gennaio dapprima in America, poi Inghilterra e Roma. Con un freddo mai visto durante l’intera lavorazione… anche qua, devo dire». Un cast italiano quasi stellare, da Giovanna Mezzogiorno, che nel film è Sabina, a Luigi Lo Cascio (Daniele), da Stefania Rocca (Emilia) ad Alessio Boni (Franco), ad Angela Finocchiaro (Maria). «Sono tutti qui come, tranne Lo Cascio che fa la parte del fratello che vive in America».
Ma nel film il Salento sarà il Salento? «Certo, la Puglia, anche se nel romanzo il mare risulta essere quello vicino Roma, troppo sfruttato però dal cinema, eppoi visivamente è molto più bello quello salentino. Nel film, il proprietario di questa casa nel Salento è il regista, interpretato da Giuseppe Battiston». E il set nella masseria narrerà… «Tutti sono radunati per l’estate, in luglio, il regista li ha invitati e lei, Sabina, dà alla luce il bambino. Poi ci sarà un’altra piccola parte in Inghilterra con Daniele-Lo Cascio, ma la storia, diciamo, si conclude nel Salento».
«La bestia nel cuore», ma chi è «la bestia?». «La parte di noi che non riusciamo a controllare. Una parte molto antica, legata al nostro corpo, che ci fa provare sensazioni bellissime e produrre delle cose terribili. È quella parte di noi stessi, chiamiamola istintuale, arcaica, è un po’ come se ognuno facesse i conti nel film con la linea di confine del rapporto armonico fra sentimenti e corpo e un rapporto disarmonico fra queste due componenti dell’essere umano». Tema dal fascino inquietante, comunque, su abusi compiuti da un padre integerrimo, omosessualità repressa, tradimenti.
Ci narra brevemente la trama del film? «La storia parte da un incubo di Sabina-Giovanna Mezzogiorno, doppiatrice nel cinema, un ruolo poco soddisfacente ma che accetta, sposata con Daniele che è un attore. Lei ha un’amica d’infanzia, Maria, che è una ragazza cieca, e una collega di lavoro Maria. Una notte accade una cosa stranissima, in concomitanza con una visita al cimitero per tumulare insieme il padre e la madre morti, e fa un sogno da toni fortissimi sulla sua infanzia. Come se fosse accaduto nella casa paterna qualcosa che non riesce a spiegarsi».
E cosa succede? «Sabina va in America per parlare con il fratello di questa cosa e capire. Mentre lei compie questo viaggio dentro di sé e nel passato, gli altri come toccati dalla stessa sorte, rielaborano sentimenti, legami e orrori».
La sceneggiatura del film è sua, di sua figlia Giulia Calende e di Francesca Marciano, autrice della «Casa Rossa» (Longanesi), storia ambientata in Puglia… «Guardi, una parte del copione l’abbiamo scritta io e Francesca l’estate scorsa qui, nascoste in questo vostro incredibile paesaggio, ancora tutto da scoprire».


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