Dalla rassegna stampa Cinema

De-Lovely, le passioni amorose sovrastano le canzoni

…si dilunga specialmente sugli amori. Quello intenso e vero per la moglie Linda e quelli, passeggeri e sregolati, omosessuali, sparsi qua e là…

Anche chi poco o nulla sa di Cole Porter, uno dei grandi della musica popolare americana – con Gershwin, Berlin, Rodgers, Kern – ha sicuramente in mente, anche per averle sentite nei film ad esse ispirati, canzoni come Night and Day , Begin the Beguine , Rosalie , True Love , I Love Paris . Il film De-Lovely , che celebra i quarant’anni della scomparsa di Porter (1893-1964), vuole essere, punto per punto, la biografia del musicista: la sua vita, la sua arte, i suoi amori.
Il regista Irwin Winkler, che si rivela non particolarmente versato nel genere musicale (ha diretto alcuni film variegati come The Net-Intrappolata nella rete e A prima vista ), si dilunga specialmente sugli amori. Quello intenso e vero per la moglie Linda e quelli, passeggeri e sregolati, omosessuali, sparsi qua e là. Naturalmente c’è la musica, che doveva essere l’essenza del film e che invece passa sottotono, anche se è puntigliosamente ricostruita l’ambientazione storica che l’ispirò, a cavallo tra i «folli» anni Venti – l’«età del jazz» di Scott Fitzgerald e del Grande Gatsby – e gli anni Trenta, anch’essi, in parte, «ruggenti» ma dai cupi presagi.
Il film – inquadrato in un lungo flashback con Porter che assiste, da vecchio, allo spettacolo della sua vita – comincia, giulebboso, a Parigi dove il musicista ventiquattrenne incontra Linda Lee Thomas, smagliante ereditiera americana innamorata e tollerante. Continua a Venezia tra gondole e sontuosi palazzi, per trasferirsi a New York, quindi a Hollywood, alla Metro-Goldwyn-Mayer, che sfruttò a lungo le musiche di Porter in film di grande successo, tra i quali Alta società , l’ultimo film interpretato da Grace Kelly (un precedente film sulla vita di Porter, Notte e dì , fu realizzato nel 1946 dalla Warner Bros, con la regìa dell’esperto Michael Curtiz e con il felpato Cary Grant come protagonista, ma le canzoni purtroppo in Italia furono doppiate).
Nel 1938, Cole cadde da cavallo durante una corsa nei boschi e si fratturò gravemente le gambe, tanto che, da allora, dovette muoversi su una carrozzella e in seguito, amputata una gamba, con le stampelle. Le disgrazie a lui così pieno di brio, non mancarono certo. Gli morì presto l’ancor giovane moglie dopo che, qualche tempo prima, aveva perso il bambino tanto atteso. Winkler, purtroppo, lavora su una sceneggiatura piuttosto piatta, che avvolge De-Lovely in toni spenti, difettando le situazioni trascinanti tipiche del musical – tale è, in sostanza, il film di Winkler –, com’era, per esempio, Un Americano a Parigi di Vincente Minnelli e Gene Kelly, visto che l’azione si svolge per il primo quarto nella Ville Lumière.
Kevin Kline è un Cole Porter attaccato al whisky, piuttosto monocorde, mentre è davvero splendida Ashley Judd nella parte della moglie Linda. Le canzoni sono interpretate, oltre che dallo stesso volenteroso Kline, da voci prestigiose come quelle di Elvis Costello, Alanis Morissette, Robbie Williams, Diana Krall, poco adatte però a melodie d’antan, fatte per le ugole d’una Kathryn Grayson, d’un Howard Keel, di Doris Day o di Bing Crosby. Ci spiace ma noi, come spettatori, non possiamo ripetere quel che Linda dice all’amato Cole: «Tu dài ritmo al mio cuore». Qui è proprio il ritmo che manca.
Franco Colombo

DE-LOVELY
di Irwin Winkler
con Kevin Kline, Ashley Judd, Jonathan Pryce, Kevin McNally

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