Dalla rassegna stampa Cinema

Cole Porter, canzoni di vita tra leggenda e verità

…affascinato anche dai giovanotti con cui puntualmente la tradiva (cosa che lei sapeva e accettava)…

Nel 1946 ci fu «Notte e dì» di Michael Curtiz con Cary Grant e Alexis Smith, ora c’è «De-Lovely» di Irwin Winkler con Kevin Kline e Ashley Judd, entrambi sulla vita e la musica di Cole Porter, uno dei più grandi compositori popolari americani del ’900, morto il 15 ottobre di 40 anni fa. Ma tra i due film c’è un’enorme differenza e non solo perché il primo, essendo ancora vivi Porter e la moglie, si concludeva con l’abbraccio tra i due a conclusione di un momento difficile del loro rapporto incorniciato a tutto volume dalle note e dalle parole di «Night and day». Il fatto è che la prima era una biografia più immaginaria che fedele al punto che – erano anche altri tempi – taceva sulla bisessualità del compositore, innamoratissimo della moglie Linda che gli faceva pure da musa ispiratrice, ma affascinato anche dai giovanotti con cui puntualmente la tradiva (cosa che lei sapeva e accettava), per di più affidata ad un attore Cary Grant, non troppo convinto del ruolo e che sul set maturò un odio incontenibile per il dittatoriale regista Curtiz. Anche questa è una biografia, decisamente più fedele nel sottolineare anche i lati oscuri del personaggio, e costruita come un musical a cui assiste un Porter ormai vecchio che vede scorrere davanti sul palcoscenico la propria vita sottolineata dalle molte canzoni che ha composto, con tanto di Kline e Judd sottoposti a trucco invecchiante e convinti dei rispettivi ruoli al punto che il primo è camaleontico non solo nell’aspetto, ma anche nel suonare il pianoforte e cantare. Per altro, il voler unire canzoni e vita lascia però alcuni tratti nell’ombra, specie per il pubblico non Usa, o per chi non conosce il valore e le creazioni di Porter. E se ad esempio viene citato il film di Curtiz (che Porter accoglie con parole tutt’altro che elogiative), è invece del tutto ignorato il ruolo che ebbero Fred Astaire e Ginger Rogers nel portare i suoi successi sullo schermo a cominciare proprio da «Night and day» in «The gay divorcée»(«Cerco il mio amore»). Frutto di grande professionalità anche nelle scene musicali, «De-Lovely» finisce però per essere un’operazione manierata e del tutto esteriore, bella a vedersi, ma anche sostanzialmente fredda e incapace di commuovere (a parte forse nella scena della morte di Linda). Resta comunque la grandezza delle canzoni (in inglese con sottotitoli e non doppiate, anche da Sordi, come nel film del ’46) qui riprese da pop star d’oggi come Alanis Morrisette, Natalie Cole, Sheryl Crow, Robbie Williams e altri in prestazioni che non fanno rimpiangere comunque la spesa del biglietto.

DE-LOVELY – COSÌ FACILE DA AMARE
– Regia: Irwin Winkler. Interpreti: Kevin Kline, Ashley Judd, Jonathan Pryce. Genere: biografico/musicale.

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