Dalla rassegna stampa Cinema

Almodóvar (la vittima) alla fine assolve tutti

La mala educación è un film straziante e liberatorio che partendo da uno spunto autobiografico, i dolori del giovane Pedro Almodóvar nei collegi dei preti franchisti degli anni ’60, attinge a una sfrenata fantasia romanzesca…

«La mala educación», storia di preti pedofili

La mala educación è un film straziante e liberatorio che partendo da uno spunto autobiografico, i dolori del giovane Pedro Almodóvar nei collegi dei preti franchisti degli anni ’60, attinge a una sfrenata fantasia romanzesca. Siamo verso il 1980, negli anni in cui esplose la «movida»: in casa di Enrique, giovane regista di successo, si ripresenta un compagno di collegio scomparso da secoli, Ignacio, che porta al cineasta un soggetto ispirato alla loro comune esperienza di convittori. Quando il pessimo sacerdote Manolo si innamorò di Enrique e fece in modo che Ignacio fosse cacciato rovinandogli l’esistenza. Ora la vittima sembra decisa a vendicarsi sfruttando ciò che sa per ricattare l’ex-professore ormai spretato, marito e padre. Accettato di fare il film, Enrique però non vuol saperne di far recitare Ignacio. C’è qualcosa nell’amico che non lo convince e scopre di che si tratta mettendosi in viaggio e andando a interrogare la madre di lui nel paesello nativo. La verità è che Ignacio è morto da quattro anni e che il falso Ignacio è suo fratello Juan, donde uno sviluppo imprevedibile della vicenda.
Nel configurare la torbida situazione, l’autore non ricorda con rabbia. Spazia tra passato e presente divertendosi a sottolineare come gli enigmi dell’esistenza sono pronti a trasformarsi in melò e viceversa, in una ridda di inganni molteplici, scambi di persona, ritorni di personaggi spariti e sparizioni di altri. Sul piano del racconto Almodóvar sfoggia la sua ben nota abilità da giocoliere, a volte sfidando la logica e la credibilità, ma ricorrendo di continuo a quel tocco ironico e perfino ilare che alleggerisce il pessimismo di fondo. Per non parlare di un palpito assolutorio che coinvolge anche i personaggi negativi arrivando addirittura a comprendere, se non a giustificare, la pedofilia.
Qui non esistono cattivi, solo esseri umani travolti dalla passione: ed è proprio questa la parola chiave della poetica di Pedro, che non a caso risuona a suggello del film. Angosciose e torbide, le ricordanze dell’adolescenza sono riscattate dalla tolleranza che sopravviene con la maturità; e perfino le scene di violenta attrazione omosessuale (qui le donne contano poco) sono rappresentate con garbata naturalezza. Fra gli interpreti, tutti perfettamente intonati, spicca Gael García Bernal in una triplice incarnazione allarmante, toccante e virtuosistica.

LA MALA EDUCACIÓN di Pedro Almodóvar
Con Gael García Bernal, Lluís Homar, Fele Martínez

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