Dalla rassegna stampa Cinema

«La mala educación»

…è una sorpresa raccontarlo poi spretato, sposato, padre di un figlio, dirigente di una casa editrice che pubblica giovani autori, tenacemente amante dei ragazzi…

GROTTESCO

SCANDALO? Almodóvar ha chiarito molte volte che il film non è un regolamento di conti con i preti suoi cattivi educatori né con il clero cattolico in genere. Raccontare un prete, padre Manolo direttore di collegio, innamorato di un bambino suo collegiale, non è certo una novità; è una sorpresa raccontarlo poi spretato, sposato, padre di un figlio, dirigente di una casa editrice che pubblica giovani autori, tenacemente amante dei ragazzi. Autobiografia? Almodóvar è stato da piccolo in collegio dai preti, è stato solista nel coro dei collegiali, s’è innamorato, ha scoperto il cinema: vuol dire che sa di cosa parla, non necessariamente che racconti la propria vita. Nel film ricco e bello la rivelazione sembra piuttosto un’altra, quella sessuale: Almodóvar non è mai stato ipocrita rispetto alla propria omosessualità, ma stavolta ha fatto davvero un film gay esplicito e appassionato, con esercizi di sesso e sussulti di sentimento ugualmente schietti, come se a cinquantatré anni fosse stufo di fare lo spiritoso sul tema, e volesse arrivare a una sincerità piena. Il quartetto degli interpreti è magnifico; il trio amoroso maschile (due ragazzini e il prete) è toccante.
LA MALA EDUCACIÓN di Pedro Almodóvar con Gael García Bernal, Fela Martinez, Daniela Giménez Cacho, Lluis Homar; Spagna, 2004
TORINO, cinema Eliseo, Medusa, Olimpia, Pathé, Studio Ritz, Warner Village; MILANO, Arcobaleno (v. o.), Excelsior, Ducale; GENOVA, Cineplex, Olimpia, Uci; ROMA, Adriano, Alcazar, Alhambra, Barberini, Cineland, Doria, Eurcine, Jolly, King, Maestoso, Odeon, Roxy, Uci, Warner Moderno (v. o.), Warner Village; NAPOLI, Ambasciatori, Med, Modernissimo, Vittoria, Warner; PALERMO, Astoria, Jolly

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