Dalla rassegna stampa Cinema

«Divento gay per sentirmi un attore vero»

Rocco Siffredi: angosciante «Pornocrazia» della Breillat, ho esitato prima di girarlo

Quando ha saputo come avevano tradotto in italiano il titolo del film francese di cui è protagonista, gli è venuto un colpo. Pornocrazia è il terzo lavoro cinematografico «impegnato» di Rocco Siffredi, regia di di Catherine Breillat. È sconsolato il principe dei pornodivi: «Il titolo originale è Anatomia dell’inferno : un misto di filosofia, religione, sangue, sesso». In una discoteca per omosessuali, lui (Rocco) è un gigolo gay, lei (Amira Casar) una ragazza bella e disperata. Lui non ama le donne. Lei lo paga per fare sesso estremo. Seguono quattro notti di oscenità. Un rapporto tanto esasperato da finire con il suicidio di lei. Il film sarà nelle sale il 2 luglio, distribuito da Sharada, vietatissimo ai 18 anni.
Un film angosciante.
«Il sesso è angosciante».
Lo dice proprio lei che ne ha fatto la sua carriera?
«Io mi sono sempre divertito, ma per la maggior parte della gente fare l’amore è un problema. Tuttavia, quando ho letto la sceneggiatura ero perplesso».
Perché?
«Era scritta in un francese letterario. Poi era prevista una scena in cui avevo un rapporto orale con un uomo».
Ha rifiutato?
«Sì: l’ho fatta cambiare in un bacio, non meno imbarazzante».
Lei è un’icona del porno eterosessuale. Non le è seccato impersonare un gay?
«Sì, ma costretto a calarmi in una psicologia gay, mi sono sentito un vero attore».
Cerca il riscatto artistico?
«Dopo 1300 film porno, ho voluto provare il cinema tradizionale: è più professionale. L’hard è fatto da gente raccogliticcia, che spesso finisce schiava della droga».
Abbandona i film a luci rosse?
«No. Solo che ora, a 40 anni, li produco e li dirigo. Presto interpreterò un mio film sul Kamasutra. Un omaggio alle donne: racconteranno i loro desideri».
Cosa pensa dell’universo femminile?
«In me c’è una forte componente femminile. Dicono che con le donne ci so fare proprio per questo . Il sesso mi piace: è un’eredità familiare».
Si spieghi.
«Mio padre, oggi ottantenne, si lamenta perché fa l’amore solo due volte a settimana».
Come concilia la sua attività con il ruolo di marito e di padre?
«Mia moglie Rosa sa che quando lavoro non ci metto il cuore, con lei sì. I miei due bambini, Leonardo e Lorenzo, sanno quello che faccio, senza dettagli».
E se volessero seguire le sue orme?
«Li aiuterei solo se fossero sinceri e non attratti dal facile guadagno».
Lo farebbe anche con una figlia?
«Per le donne l’hard è più rischioso fisicamente».
Non è nauseato?
«No, anche se il porno sta diventando troppo estremo e non ne vedo un futuro».

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