Dalla rassegna stampa Cinema

Chiusura del festival, con le popstar rivive Cole Porter

…Per tutti, ieri, è tornata la vita del Mozart della musica americana, in parallelo con la storia d’amore e libertà sessuale che lo aveva legato all’unica moglie, Linda Porter-Ashley Judd, ma anche ai bei giovani dei primi club gay di Hollywood…

CANNES – Il Festival si è chiuso con De-Lovely , un film sull’insostenibile leggerezza dell’essere uomo e artista di Cole Porter (1891-1964), grande compositore americano, dandy, bisessuale, goloso di vita, gaio e malinconico.
Ancora una volta, Porter, come nelle sue canzoni, si è rivelato capace di tornare vivo sullo schermo e su un palcoscenico, questa volta nell’interpretazione di Kevin Kline. L’attore rivede come in un musical del suo personaggio – ormai vecchio, ferito da un incidente a cavallo che dal 1937 lo costringe su una carrozzella – la sua esistenza, le passioni, i momenti, gli anni delle celeberrime commedie musicali, ad esempio Kiss Me Kate , dal 1948 a oggi sulle scene Usa. Con l’orgoglio per un film raffinatissimo nella cura di atmosfere, ieri Kline ha detto: « De-Lovely , dal lavoro del compositore nato nell’Indiana, dosa vita e arte, spiritualità e sensualità, mescolandole continuamente. “La notte è giovane”, dice il film : lo è stato sempre anche il cuore di Cole».
Da cinque anni, il regista e grande produttore di Hollywood Irwin Winkler desiderava dirigere il ritratto di Cole Porter, compositore educato a Yale e Harvard, contemporaneo di George Gershwin e Irving Berlin. Un uomo che ha stretto più di ogni altro il rapporto tra Broadway e Hollywood, che ha segnato il teatro musicale e il jazz (amatissimo da Ella Fitzgerald e Armstrong). Irwin ha spiegato: «A Cannes, con il film prodotto dalla MGM, celebriamo anche gli 80 anni del leggendario studios, che a Cole, con il mogul Louis B. Mayer, ritratto sullo schermo, aveva offerto film e musical leggendari». Il regista parlava e sembrava di veder danzare Fred Astaire, di ritrovare Cary Grant in Night and Day (1956).
Per tutti, ieri, è tornata la vita del Mozart della musica americana, in parallelo con la storia d’amore e libertà sessuale che lo aveva legato all’unica moglie, Linda Porter-Ashley Judd, ma anche ai bei giovani dei primi club gay di Hollywood.
Ha dichiarato Kline: «Il film è il ritratto di un’epoca. Se Cole fosse vivo, nessuno metterebbe in discussione la sua intimità. Tutto fa parte della sua gaiezza, della sua ipersensibilità e creativa voglia di vivere, dell’essere insieme erotico-esotico-esoterico. La sensualità, l’anticonformismo sono la linfa del suo lavoro come l’aver imparato a suonare il piano e il violino a sei anni».
«Anche noi abbiamo cantato e ballato per De-Lovely ed è stato difficile, straordinario, come mettere a fuoco un rapporto d’amorosa affinità e armonia, al di là del sesso», hanno detto Ashley e Kevin, che duettano per «In the Still of the Night». Precisa Kline: «Cole e Linda, incontratisi a Parigi, avevano lo stesso ritmo musicale in ogni scelta. Quando la moglie morì nel ’54, il compositore non scrisse più». E Ashley: «Linda era una donna in anticipo sui tempi, senza trucchi dell’anima». C’erano ieri, al loro fianco e poi nella trionfale presentazione dopo l’annuncio dei vincitori, anche gli artisti e le popstar che hanno partecipato con brani celeberrimi alla colonna sonora: Alanis Morissette («Let’s Do It, Let’s Fall in Love») Lara Fabian («So in Love»), Natalie Cole («Every Time We Say Goodbye»), Sheryl Crow («Begin the Beguine»)… E’ parso di risentire le voci anche di Diana Krall, Robbie Williams (esegue proprio It’s De-Lovely ), Elvis Costello, dello stesso Cole Porter….
I presenti, all’unisono hanno detto: «Quello di tutti noi attori, musicisti, tecnici, è stato un viaggio nel mondo di un artista, nell’amore che attraverso ogni sua forma ispira l’arte, nella musica immortale».

G. Gs.

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