Dalla rassegna stampa Cinema

Melodrammatico Pedro

Almodovar: «La mala educacion» non è contro la Chiesa

L’apertura del festival affidata ad un filmone torbido, non facile e digeribile. Oggi tocca a Sorrentino

Cannes. Cielo grigio sulla Croisette, con i fotografi che dalle sette di mattina si mettono ai loro posti in attesa della serata inaugurale, di quando alle sette di sera la grande scalinata della sala Lumiere si é illuminata per far da festosa passerella ai tanti ospiti di un festival dove é importante non solo essere ma soprattutto apparire. Ad aprire la manifestazione un robusto filmone di Pedro Almodóvar: «La mala educacíon». Un melodramma a forte tinte, un’ironica telenovela ristretta, un divertissement intellettuale che regala facili sorrisi, qualche sbadiglio e pagine di grande cinema. Almodóvar sa fare cinema e lo si vede in quest’opera, di certo non facile e digeribile e non certo per la maniera in cui lo spagnolo racconta le erotiche perversioni di un prete libidinoso. Il fatto é che per questo Almodóvar il collegio religioso e le pratiche omosessuali che li si praticano non sono che un pretesto ancora per continuare il suo discorso sull’amore, sull’amarsi, sull’identitá degli amanti.
«La Chiesa Cattolica ha molti problemi con cui fare i conti, primo far tutti la sessualità dei suoi preti, ma il personaggio di Padre Manolo, che abusa del piccolo convittore del collegio che dirige, non è una lancia scagliata contro la Chiesa», parola di Almodovar.
É un film, profondamente politico, non solo perché mette a confronto il ricordo della repressiva epoca fascista con l’incontenibile esplosione che frantumó la morale spagnola regalando al paese una rigeneratrice follia collettiva alla fine degli anni settanta, una follia che alzó come bandiera proprio un’incontenibile sessualita, ma perché il film regala allo spettatore il peso di sangue di quella rivoluzione silenziosa che togliendo la sicurezza di una dittatura offrì in cambio la responsabilitá totale ad ogni singolo individuo.
Protagonisti del film sono Enrique, Ignacio e Padre Manolo, un salesiano. Negli anni ’80 Enrique è un regista in crisi di ispirazione ed in crisi con il suo amante, la sua vita cambia quando riceve la visita di Ignacio, suo innamorato compagno di istituto negli anni ’60. Fisicamente gli sembra uno sconosciuto, ma questi gli ha portato un testo, una sceneggiatura per un film «La visita» che ricorda le attenzioni erotiche di Padre Manolo proprio verso lo stesso Ignacio. Il testo lo affascina e i ricordi si materializzano in un film di cui protagonista sará lo stesso Ignacio.
Intanto Padre Manolo lasciati gli ordini si é sposato ma non ha dimenticato le sue voglie omosessuali e… il film tra flash back e situazioni nere perde qualche colpo, le idee di Almodóvar non bastano ad illuminarne il complicato percorso e come se si fosse all’opera si rinuncia a criticare il libretto per dire che il compositore, Almodóvar é in grande spolvero.
Ed oggi, dopo le grandi feste della notte, in concorso l’unico italiano: «Le conseguenze dell’amore» di Paolo Sorrentino.

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