Dalla rassegna stampa Cinema

Arriva anche sulla tv italiana “Angels in America”.

In Austria, invece, ancora troppi suicidi

Ne ho scritto non molto tempo fa mai pensando che sarebbe arrivato anche da noi. Anche in Italia, infatti, potremo presto vedere “Angels in America”, magnifico esempio di sceneggiatura e regia sulla desolazione e gli incubi dell’Aids (ma non solo: c’è dentro anche la confusione matrimoniale, l’ipnotismo della depressione, la furia devastatrice del nascondimento, l’intreccio materno di petulanza e amore) in programmazione su Sky Cinema Autore (giovedì 13, 20 e 27 maggio alle 21.30 e sabato 29 maggio in un’unica serata). Tratta dalla pièce teatrale di Tony Kushner, la miniserie diretta da Mike Nichols e interpretata tra gli altri da Al Pacino, Meryl Streep, Emma Thompson è tra le opere più coinvolgenti e sconvolgenti che siano state concepite sull’Aids, un labirinto di incubi privati, di viltà, di resistenze all’ultimo respiro, di ridicolizzazioni e di cordogli. Vale la pena di inchiodarsi davanti al video per qualche ora (se tutte di seguito molto meglio) per ricordarci non solo degli anni reaganiani del disprezzo, della sottovalutazione, della beffa e della malattia che ha cambiato le nostre esistenze, ma anche per imparare a godere di un grande sogno e incubo collettivo trasformato in arte finissima, con capriole recitative e strangolanti invenzioni registiche. Violento e persuasivo, impietoso senza pace perché la vita è anche un poco questo, grande dramma che finisce in beffa e di tanto in tanto viceversa.

A costo di parere troppo funebre devo parlare ancora di morte. Quella che molti giovani omosessuali si procurano perché incapaci di resistere alle pressioni educative e di rispondere con una rivendicazione equilibrata e onesta della propria pulsione. In Austria un tentativo di suicidio su tre viene commesso da una persona omosessuale e il rischio di suicidio tra i giovani gay e le giovani lesbiche è sette volte più alto di quello dei loro coetanei eterosessuali. Quando affermo che il mondo è cambiato, che termini come “terzo sesso” o espressioni come “il losco mondo del vizio” sono grazie al cielo caduti nel ridicolo e non più frequentati se non per ricordarne l’assurdo, quando sottolineo ottimista che tanti professionisti declinano senza eccessivo imbarazzo la propria omosessualità o ripeto ragionevoli discorsi sul target gay ricco e gaudente, mi dimentico spesso di aggiungere che, per esempio, in un paese moderno e democratico come appunto l’Austria il 17 per cento delle lesbiche e il 12 per cento dei maschi gay tenta di farla presto finita con la vita e allora l’ondata del sorriso ne risulta gravemente e inevitabilmente compromessa.

7/5/04

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