Dalla rassegna stampa Cinema

Il ritorno di Macaulay Culkin gay stravagante e assassino

…un ruolo da protagonista nei panni di Michael Alig, gay, spregiudicato organizzatore di eventi mondani…

Nel film è Michael Alig, animatore della vita mondana a New York negli anni ’80, in carcere per aver ucciso il suo spacciatore
L’ex bambino prodigio è protagonista di “Party Monster” accanto a Seth Green, Chloe Sevigny e Marilyn Manson

ROMA – Gli è bastato perdere l’aereo un paio di volte per diventare più famoso di Shirley Temple. Ma la popolarità è durata poco, e Macaulay Culkin, tradito dal successo, è finito in fretta nel dimenticatoio. Abbandonata la carriera cinematografica, l’ex bambino prodigio è stato travolto da una cattiva gestione del suo ingente patrimonio, a 18 anni aveva già un matrimonio fallito alle spalle e seri problemi di droga e alcolismo.

Ora, a 23 anni, torna al cinema in un ruolo da protagonista nei panni di Michael Alig, gay, spregiudicato organizzatore di eventi mondani, drogato e omicida tuttora in carcere, la cui vicenda è raccontata in Party Monster (nelle sale dal 30 aprile, distribuito da Esse&Bi Cinematografica), che ha inaugurato “Da Sodoma a Hollywood”, il Festival dedicato ai film con tematiche omosessuali in corso a Torino.

Non è una interpretazione memorabile, ma è comunque un ritorno per Macaulay Culkin. Figlio di un ex attore bambino, Mack sin da piccolo studia recitazione, si fa notare accanto a John Candy in Io e lo zio Buck (1989) e a dieci anni è il ragazzino più richiesto e più pagato di Hollywood grazie al personaggio di Kevin McCallister nei due episodi di Mamma ho perso l’aereo. Nel ’94 è ormai cresciutello per le parti di bimbo monello, ma riescono a spremerlo ancora per The Pagemaster e Richie Rich.

Poi un lungo periodo di crisi: sui giornali si parla di lui solo perché trascina il padre in tribunale per aver sperperato il suo patrimonio. A 18 anni sposa la coetanea Rachel Miner (ex bimba prodigio della soap Sentieri) ma il matrimonio dura solo pochi mesi. Rimasto quasi senza soldi, con problemi di droga e alcolismo, Macaulay Culkin sparisce dalle cronache e di lui si perdono le tracce.

Lo ritroviamo ora variopinto e stravagante nel film diretto da Fenton Bailey e Randy Barbato, una storia di eccessi nella New York di fine anni Ottanta che racconta l’ascesa e la caduta di Michael Alig. Macaulay Culkin è poco convincente come animatore delle folli notti newyorkesi alternative allo storico Studio 54. Al suo fianco Seth Green nei panni di James St. James, autore del romanzo autobiografico da cui il film è tratto (Disco Bloodbath).

Party Montser tenta di ricostruire la scena underground della Grande Mela nell’epoca in cui Alig e James fondano il movimento The Club Kid, gruppo di coloratissimi travestiti che circolava per le strade e i locali di Manhattan improvvisando party nel metro o nei fast food e sniffando qualsiasi cosa capiti a tiro.

Con il passare del tempo Michael, sempre in conflitto con James, diventa il più famoso organizzatore di feste ma si lascia travolgere dai fasti notturni, diventa tossicodipendente e arriva a uccidere Angel, il suo spacciatore. Confessa il delitto all’amico ma tutto sembra offuscato. E la festa si chiude. Male per Alig, che finisce in galera. Bene per James, che diventa famoso proprio grazie al romanzo delle loro vite.

Per questo ruolo Culkin è andato a trovare in prigione il vero protagonista della storia: “Credo che ogni attore nella propria vita immagini di incontrare il vero personaggio che interpreta e io ne avevo l’opportunità – racconta – Alig mi ha parlato dell’omicidio ed era del tutto disponibile a dare informazioni. Se dicesse la verità o meno non ha molto importanza: era fantastico”.
I due registi avevano già dedicato alla vicenda di Alig un documentario con lo stesso titolo, girato nel 1998. “In realtà” ha spiegato Bailey, uno dei due autori, “il movimento dei Kids aveva già documentato se stesso, era la prima generazione che utilizzava le videocamere e i due erano sempre nell’obiettivo di qualcuno”. Nel film anche una ventina di ex club kids – che per l’occasione hanno indossato costumi originali – tra cui Kabuki che ha meticolosamente ricreato sui loro volti il make up dell’epoca.

Nel cast anche Marilyn Manson, perfetto nei panni di Christina, e Chloe Sevigny, già protagonista di The Last days of Disco (1998) di With Stillman, anche questo ambientato negli anni ’80 ma dedicato agli ultimi giorni della disco music e al più esclusivo club di Manhattan, lo Studio 54.

(27 aprile 2004)

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