Dalla rassegna stampa Cinema

«Party Monster» con Macaulay

L’ex bambino prodigio di «Mamma, ho perso l’aereo» per l’apertura del festival «Da Sodoma a Hollywood»

Un imprevedibile Macaulay Culkin apre stasera al Teatro Nuovo il Festival di Film con Tematiche Omosessuali «Da Sodoma a Hollywood». L’ex bambino prodigio del successo mondiale «Mamma, ho perso l’aereo» è infatti il protagonista del film scelto dal direttore Giovanni Minerba per inaugurare questa diciannovesima edizione: «Party Monster». Trasposizione per il grande schermo dell’autobiografico libro «Disco Bloodbath», descrive l’ascesa e il declino di Michael Alig, giovane omosessuale figura di primo piano nei primi Anni Novanta della notte newyorkese. All’apice del successo Michael possedeva una casa discografica, una rivista e una delle discoteche alla moda della Grande Mela. Dopo otto anni di lontananza dai set e dalle polemiche (il divorzio dei genitori che si contendevano con tutti i mezzi il suo patrimonio e l’affiorare di baby-mogli lo portavano continuamente sulle pagine Dei giornali), il ventitreenne Culkin è tornato davanti alla macchina da presa per questo film girato in una ventina di giorni in digitale da Fenton Bailey e Randy Barbato. Il cast comprende inoltre Chloe Sevigny («Boys don’t cry»), Seth Green («Austin Powers») nel ruolo del migliore amico del protagonista nonché scrittore del libro da cui è tratto il film, Dylan McDermott (visto di recente in «Wonderland») e, in un cameo, la star Marilyn Manson. La cerimonia d’inaugurazione nella sala più grande del locale di corso Massimo D’Azeglio 17 comincia alle 20,30. Dopo i saluti e le anticipazioni di rito, appuntamento alle 21 con il breve (dura quattro minuti) cartoon olandese «Powerplay» di Greg Lawson a cui segue «Party Monster». La serata si conclude con la proiezione di un film aggiunto all’ultimo momento al programma iniziale: l’americano «D.e.b.s.» di Angela Robinson, versione «lunga» dell’omonimo cortometraggio presentato lo scorso anno a CineGay. La trentatreenne regista di San Francisco ha evidentemente trovato i finanziamenti per raccontare le vicissitudini di quattro seducenti giovani donne formate a un’accademia militare segreta che, apparentemente ragazze perbene e quindi insospettabili, difendono il Paese dal crimine. I biglietti costano 5,50 euro (ridotti a 4,50). Il Festival propone sino a giovedì 29 duecentodieci fra lungometraggi, corti, documentari, cartoon sui tre schermi del locale. Oltre ai quattro concorsi si segnalano la retrospettiva «Miraggi. Sconfinamenti di genere nel cinema arabo», il ricordo del regista di «Caravaggio» Derek Jarman a dieci anni dalla scomparsa, l’omaggio a un esponente di rilievo del Free Cinema britannico quale era da considerarsi agli inizi della carriera John Schlesinger, la personale del regista «sopravvissuto alla censura franchista» Eloy de la Iglesia, le produzioni europee dedicate agli adolescenti di «Teens in love», il ritratto del videoartista francese Brice Dellsperger diventato noto per le versioni in chiave drag di alcuni titoli entrati nella storia della settima arte. L’icona di quest’anno è Katharine Hepburn, al centro di una personale comprendente alcuni suoi titoli importanti (ad esempio «Lo zoo di vetro» dall’opera teatrale di Tennessee Williams e la commedia «La costola di Adamo» di George Cukor) e due documenti di cinema e teatro per la prima volta proposti in Italia. Rimarchevole, infine, la presenza italiana: fra i lungometraggi in concorso c’è «Anime veloci» di Pasquale Marrazzo, nei documentari «Appunti su una giornata particolare» e «I cuori di pietra», fra i corti «Giallo samba» di Cecilia Pagliarani. Le proiezioni quotidiane de «I film che cambiano la vita» (questo il tradizionale slogan della manifestazione) si svolgono dalle 14,30 sino a oltre la mezzanotte. Alla cassa sono in vendita a 55 euro (ridotti 45 euro) abbonamenti validi per tutta la manifestazione.

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