Dalla rassegna stampa

"Il nostro Gesù, tutto da ridere"

…Chapman organizzò una festa per annunciare la sua omosessualità alla presenza della sua fidanzata dell´epoca…

A fine aprile il film sarà nelle sale, mentre esce negli Usa una monumentale biografia del gruppo
Torna al cinema “Brian di Nazareth” dei Python
A trentacinque anni dal loro esordio i cinque attori sono ancora amati in tutto il mondo
Fu George Harrison a salvare la produzione quando la Emi ritirò il proprio finanziamento

NEW YORK – A fine aprile tornerà nelle sale, a 25 anni dalla sua prima uscita, “Brian di Nazareth”, piccolo capolavoro comico dei Monty Python, «un alternativa all´isteria provocata da “The Passion”», come ha detto il responsabile della distribuzione americana del film, Henry Jaglom. Il film torna in circolazione anche per celebrare i 35 anni di una delle più straordinarie bande di attori e autori della comicità anglosassone. “Monty Python´s Flying Circus” il loro programma tv, debuttò infatti il 5 Ottobre del 1969 e chiuse i battenti tra gli applausi di quegli stessi dirigenti il 5 Dicembre del 1974, e quei sei anni di programmazione del “circo volante dei cinque inglesi e l´americano” cambiarono radicalmente ed irreversibilmente l´umorismo britannico e mondiale. Una monumentale autobiografia a sei voci, intitolata “The Pythons”, recentemente pubblicata, consente di ripercorrere le tappe di un´avventura che appare imprevedibile e divertente per i protagonisti almeno quanto lo è stata per gli spettatori. Per raccontare come John Cleese, Eric Idle, Terry Jones, Michael Palin, Graham Chapman e Terry Gilliam (è lui l´americano del gruppo, nonchè l´autore delle rivoluzionarie animazioni) hanno deciso di dar vita a quella che è stata definita una “cospirazione anarchica contro la BBC”, il critico Bob McCabe ha raccolto le loro testimonianze dirette (lo scomparso Graham Chapman è sostituito dal compagno David Sherlock) le ha corredate di oltre mille fotografie, e le ha intervallate a diari che testimoniano il culto irrefrenabile del nonsense ed una ironia che ha saputo mescolare con raffinatezza la conservazione e la rivoluzione mediando tra furibondi contrasti creativi.
Il culto dell´improvvisazione e dell´anarchia venne celebrato anche nella vita privata: se Idle divenne celebre al college inventando il personaggio di un metereologo dell´antichità specializzato in previsioni sulle piaghe d´Egitto, Chapman organizzò una festa per annunciare la sua omosessualità alla presenza della sua fidanzata dell´epoca. Il libro, che si dilunga sull´infanzia dei protagonisti (in particolare quella malinconica di Idle, cresciuto in un orfanatrofio) e sui primi, improbabilli lavori (Chapman è stato un medico dell´ospedale St.Bartholomew), racconta anche il rapporto tra i Pythons e le altre personalità dello spettacolo: se Polanski non li ha mai trovati divertenti, Elvis Presley li adorava al punto da imitarne pubblicamente le battute, mentre George Harrison volle intervenire direttamente per salvare la produzione di “Brian di Nazareth” quando la EMI ritirò il proprio finanziamento. Il successo che riscossero inaspettatamente anche in America è spiegato da Gilliam con il fatto che l´umorismo dei Pythons era «molto infantile o molto intelligente», mentre la conquista dell´Oxford Dictionary, dove campeggia il termine “pythonesque” è tuttora motivo di orgoglio per tutti.


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