Dalla rassegna stampa Cinema

IL VENTO, DI SERA

…quella telefonata non si svolge tra i protagonisti conosciuti dalla cronaca nazionale ma tra una coppia omosessuale qualunque…

“La cena è pronta, ti aspetto”
“Sono sotto casa, arrivo”.
Deve aver suonato più o meno così lo scambio di battute tra Marina Orlandi e suo marito Marco Biagi. Il regista Andrea Adriatico insieme allo sceneggiatore Stefano Casi è partito da quella breve conversazione telefonica della sera del 19 marzo 2002, per ricollocare l’assassinio, avvenuto qualche minuto dopo, da parte delle Brigate Rosse del consulente del Ministero del Welfare. Il risultato è Il vento, di sera, al Forum della 54ma Berlinale e dal 19 febbraio nei cinema italiani distribuito da Vitagraph. Nel film, quella telefonata non si svolge tra i protagonisti conosciuti dalla cronaca nazionale ma tra una coppia omosessuale qualunque, sconosciuta all’occhio e al senso comuni, due ipotetici vicini di casa di Biagi, nel film Marcucci. Uno spostamento ontologico che obbliga a rivedere il dolore dell’abbandono sotto un’ottica diversa, scandalosamente quotidiana. La perdita Biagi e del suo doppio così coinvolge tutti: “Vento, di sera è un film sul privato – dice il regista – perché anche la famiglia di un uomo importante vive un lutto personale”. Adriatico, che ha relizzato questo film grazie a Teatri di Vita, compagnia di produzione e programmazione teatrale bolognese da lui fondata, ammette di operare questo tipo di esperimenti anche sul palcoscenico: “Lavoro spesso con un filtro, con un’esperienza che non è direttamente percepibile”. L’occhio è viaggiatore: “Guardo la realtà attraverso un vetro – continua Adriatico – Compio anche una ricerca sull’audio, tolgo i suoni dove normalmente sono, li alzo, li abbasso, ne inserisco altri non previsti. Per esempio ho sostituito il suono di una conversazione con quello di un rigore fallito da Ronaldo”. Nel cast attori della compagna teatrale come Francesca Mazza e Sergio Romano, oltre al più conosciuto Corso Salani e la “vanziniana” Carlotta Miti. Infine la partecipazione straordinaria di Giovanni Lindo Ferretti, nel ruolo di un giocatore di freccette che interpreta a pedale basso e in ordine sparso una delle canzoni favorite da Adriatico: “Cavità di donna che crea il mondo…veglia sul tempo e lo protegge”. Il film, girato in digitale con un budget di 150mila euro, è prodotto Monica Nicoli. “Il vento, di sera si ispira anche a Koltès e Kieslowski”, conclude Adriatico. Del primo la citazione nel titolo (“basta un poco di vento a farci volare via”), del secondo le riscrittura di una scena da Film blu quando Juliette Binoche, qui reinterpretata da Corso Salani, gratta contro il muro le nocche della sua mano destra fino a fare uscire sangue.

da tamtam.cinecitta.com

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