Dalla rassegna stampa Cinema

Quando la mamma s'innamora di lei

«A mi madre le gustan las mujeres», il film di Ines Paris e Daniela Fejerman
Relazioni pericolose Dalla Spagna, con ironia, le due registe raccontano i nuovi rapporti familiari attraverso una storia lesbica che coinvolge tre figlie e la loro genitrice

Una filosofa e una comica che si mettono insieme a riflettere sui nostri tempi, trovano sempre qualcosa su cui divertirsi. Se poi si tratta di ragazze spagnole viene fuori la commedia A mi madre le gustan las mujeres (A mia madre piacciono le donne, distribuiscono A.B. e Eagle) firmata da Ines Paris e Daniela Fejerman. La trovata lesbica del film, una madre che presenta la sua fidanzata alle tre figlie, di fronte alla torta con le tante candeline del suo compleanno è un modo, dicono, per parlare delle nuove relazioni familiari e del modo di affrontarle. Interprete principale è l’attrice emergente spagnola Leonor Watling che abbiamo visto in coma lungo tutto il film di Pedro Almodovar (Hable con ella) messa in scena del sogno del maschio latino di una donna che non esiste più, la «silenziosa», la «accondiscendente». In questo film è al contrario piena di iniziative, come una donna dei nostri tempi, e mentre una delle sue sorelle dedica subito alla mamma una canzone rock dal contenuto scabroso, e la maggiore cerca di far sedurre la ragazza da qualcun’altra, lei, Elvira, è in preda a una crisi di panico. Il cinema delle donne ha consolidato in tutti i paesi l’arma dell’ironia come strumento per raccontare meglio la realtà, in Francia questo compito lo aveva Coline Serreau che già venti anni fa proponeva alcune soluzioni alternative, in Spagna umoriste come Maitena con le sue vignette ridicolizza crisi, vestiti, figli, diete, amori, telefono e rughe e al cinema in parecchie oggi si fanno sentire, ma questa è la prima ditta che firma in coppia: «Siamo le uniche, abbiamo più di dieci anni di lavoro in comune come sceneggiatrici, dice Inès Paris (che ha lavorato per la Tve reparto comici), e siamo anche attrici e registe teatrali. Con questo film vogliamo parlare della famiglia tradizionale, delle nuove relazioni e come sono cambiate le cose rispetto alla coppia e ai rapporti tra genitori e figli. Da una madre ci si aspetta che non abbia una vita sessuale, che deve stare solo accanto ai figli. Mostrare una madre omosessuale era un buon esempio per far vedere come si può affrontare la vita in modo diverso. Le sorelle cercano di affrontare la situazione in maniera razionale e alla fine si vede che si può essere felici anche se le cose non sono come uno se le aspetta». Il film che è già stato a Cannes, è stata premiata a Miami e ad Annecy ed ha ottenuto varie nomination ai Goya, è piaciuto in Spagna, dicono, a uomini e donne, di destra e di sinistra. È uscito poi in Francia con altrettanto successo. Sarà perchè l’idea del film è venuta da varie esperienze simili, dalla verifica di quello che succede nella società. «La vita non finisce ai cinquanta anni, dicono, ma tutto si può trasformare anche dopo. Quello che ci sorprende è chela generazione dei nostri genitori è più progressista della nostra, questo ci dà da pensare, anzi è una disperazione per noi. Ma si tratta della generazione che ha combattuto la dittatura franchista e che ha vissuto sulla sua pelle l’utopia comunista e femminista e ha lottato per conquistare la propria libertà. C’è il mito sociale che la libertà è appannaggio della gioventù, ma è falso, perché i giovani non hanno né i soldi né le idee chiare e se una persona nella sua vita continua a costruire è lei la più libera. «È falso che la vita termina con la gioventù»

Volevamo all’inizio parlare dei genitori che rompono gli schemi, poi abbiamo deciso di parlare di noi stesse e dei nostri difficili rapporti con i genitori, la coppia. La conclusione è: che ognuno faccia quello che vuole.

Ines Paris e Daniela Fejerman sono adesso al lavoro sul loro prossimo film sul culto della paternità dal titolo: Seme, una storia d’amore, ovvero la storia dell’ossessione della paternità biologica e dell’impossibilità di controllare tutto nella vita: lo interpreterà un altro astro nascente del cinema spagnolo, Ernesto Alterio, figlio del grande Hector Alterio che sarà anche lui nel film. Leonor Waitling è ora in attesa che esca il prossimo film con Almodovar: Ho cominciato a recitare da più di dieci anni e sono stata fortunata con i registi che ho incontrato, Bigas Luna, Almodovar. Con Ines e Daniela è stata la prima commedia che ho interpretato, prima ho fatto soprattutto film drammatici. Di ritorno dall’Ecuador dove stava lavorando al nuovo film di Alfonso Cuaron (il regista di Y tu mamà tambien) ha lavorato per Almodovar: «Un ruolo molto piccolo, nel film gli interpreti sono tutti uomini: ho lavorato solo per tre giorni, non racconterò nulla». Per il resto è impegnata ora a incidere con il gruppo musicale Marlango in cui lei scrive anche le parole delle canzoni che canta.

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