Dalla rassegna stampa Cinema

Meryl Streep e Al Pacino "L´Aids ci riguarda tutti"

…un´opera del 1993 sulle origini dell´epidemia dell´Aids e la conseguente devastazione della comunità omosessuale americana…

Per la prima volta insieme in “Angels in America” di Mike Nichols, stasera su HBO
La serie tv è tratta dalla pièce teatrale di Tony Kushner: segue alcuni mesi di vita dei personaggi a vario titolo toccati dalla malattia

LOS ANGELES – Due mostri sacri, Al Pacino e Meryl Streep, recitano insieme nell´adattamento in Angels in America, il dramma teatrale di Tony Kushner, in onda da stasera sulla HBO. È un´opera del 1993 sulle origini dell´epidemia dell´Aids e la conseguente devastazione della comunità omosessuale americana. La regia della miniserie di sei ore è di Mike Nichols. Accanto alla Streep e Pacino ci sono Emma Thompson, Jeffrey Wright (che riprende il personaggio di Belize che aveva recitato per un anno e mezzo a Broadway), Justin Kirk, Mary-Louise Parker, Ben Shenkman, Patrick Wilson e James Cromwell. La sceneggiatura, fedelmente adattata per il piccolo schermo dallo stesso Kushner, segue alcuni mesi di vita dei personaggi, tutti in qualche modo toccati dall´Aids. Tra questi spicca l´avvocato repubblicano ebreo e ultraconservatore Roy Cohen (Pacino), malato di Aids, tormentato dallo spettro di Ethel Rosenberg (Streep – ma è solo uno dei tre ruoli da lei interpretato nella miniserie) la presunta spia che lui mandò al patibolo durante gli anni del mccarthismo. Abbiamo incontrato a New York Meryl Streep e Al Pacino. È la prima volta che i due attori lavorano insieme.
MERYL STREEP: «Sono troppo vecchia per avere una storia d´amore con Al. Non so spiegarmi perché non abbiamo mai lavorato insieme prima, avremmo dovuto farlo, ma aspettavamo il materiale giusto. Oggi posso dire che è stato bellissimo lavorare con lui, un´autentica rivelazione. Lo avevo sempre apprezzato sullo schermo, ma, come un copione è diverso dalla messa in scena, così è stato toccare con mano il lavoro di Al».
AL PACINO: «Meryl ed io ci conosciamo da anni, condividiamo questa vita, i nostri mondi sono uniti dalla nostra professione. Ci siamo incontrati a teatro, abbiamo partecipato ad alcune esibizioni di beneficienza,ma non abbiamo mai fatto un lavoro vero e proprio insieme. Ma avevo sempre sognato di lavorare con Meryl. Ed anche con Mike Nichols. È stato quindi una gioia fare questo film con loro due».
STREEP: «Ricordo di aver visto Angels in America in teatro in piena crisi Aids. All´epoca non si poteva sfuggire a quel contesto: la gente, specie i gay, erano davvero terrorizzati. Era una pièce teatrale molto forte, scioccante perché così vera e attuale. Quello dell´Aids è un problema ancora molto sentito, anche se diverso: sappiamo meglio come affrontarlo, anche dal punto di vista terapeutico, ma abbraccia tutti senza distinzione».
PACINO: «Tony Kuschner è come Checov: è un autore interessato a tutti e alla vastità del dramma che sfiora ogni personaggio».
STREEP: «In questo senso anche il nostro lavoro di attori è politico. Quando scegli un film piuttosto che un altro hai compiuto una scelta politica, perché decidi di dire o non dire qualcosa. E tutto ciò che è politico è anche molto personale».
PACINO: «Sono d´accordo con lei. In questa pièce la politica è palpabile in ogni battuta. Anche un´epidemia può essere gestita sul piano dello scontro sociale e del costume: basti pensare all´indifferenza del presidente Reagan verso l´Aids».
STREEP: «In Angels in America c´è un aspetto curioso: lo stesso attore recita più parti, interpreta diversi personaggi, anche dell´altro sesso. Credo che Kuschner volesse tentare di farci incontrare davvero, di tradurci uno con l´altro, di rendere più facile per noi capire cosa prova l´altro, il “diverso”. In questo modo ci stava comunicando che c´è un´umanità comune che tutti dividiamo».
(s.b.)

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