Dalla rassegna stampa

E al «festival del cinema» va in scena questa sera il dramma del popolo Rom

…il compito di raccontare Pier Paolo Pasolini giovane, alle prese con l’omosessualità che devasta la sua vita sociale e quella della sua famiglia…

Rassegna/ Arriva Zangardi, regista di San Severo

Il tema dell’integrazione sociale, che è prima etnica e culturale, al centro di «Prendimi (e portami via)», il film di Tonino Zangardi che aprirà le proiezioni oggi (ore 18) al Festival del cinema indipendente.
Al Teatro del Fuoco va in onda la storia di Luciana (Valeria Golino) e Alfredo (Rodolfo Laganà), coppia romana mediamente insoddisfatta della vita, che scoprirà attraverso il figlio Giampiero una vita diversa, quella dei nomadi. Ricorrendo ad alcuni attori rom (un accorgimento già utilizzato con successo da Silvio Soldini in «Un’anima divisa in due»), Zangardi, originario di San Severo, realizza un affresco crudo e umanissimo della vita in un quartiere romano, in guerra con i «diversi», i rom. E contro l’odio che sfiora il razzismo, nulla può, sul momento, neppure la forza dell’amore tra Giampiero e Romana, la sua compagna di scuola rom. Accanto all’evento speciale di cui è protagonista il film di Zangardi (presente a Festival prestigiosi, come Annecy Cinema Italien, Europacinema, Festival De Villerupt e vincitore del Platinum Award con Valeria Golino migliore attrice), la proiezione di un altro dei film in concorso, «Poco più di un anno fa», di Marco Filiberti (ore 21), con Rosalinda Celentano, Francesca d’Aloja, Erica Blanc, Alessandra Acciai. La storia è ambientata nel futuro: una troupe tv, anno 2014, sta realizzando un documentario su Riky Kandinsky, famosa star gay degli anni Novanta, scomparsa da alcuni anni. Per realizzare il lavoro, Pietro e Franz rintracciano il fratello dello scomparso e… il resto è da vedere. Domani, i protagonisti del Festival saranno gli allievi dell’Accademia di Belle Arti; due i film: «Un mondo d’amore» di Aurelio Grimaldi (ore 18) e «Capo Nord» di Carlo Luglio (ore 21). A Gaetano Amato (l’ispettore Sergio de «La squadra») e ad Arturo Paglia, Guia Jelo e Fernando Pannullo, Grimaldi affida il compito di raccontare Pier Paolo Pasolini giovane, alle prese con l’omosessualità che devasta la sua vita sociale e quella della sua famiglia, facendolo scappare dall’Emilia all’abbraccio avviluppante di mamma Roma. A dispetto del titolo, parla di quattro giovani napoletani «Capo Nord» di Carlo Luglio. Il regista racconta la loro avventura in Norvegia, alla ricerca di un modo per sopravvivere, fra espedienti che li abitueranno a vivere.

a.lang.


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