Dalla rassegna stampa Cinema

La strana coppia

…nella realtà squallida di stanze d’albergo soffocanti , di diabete e punture di insulina, di rapporti sessuali effimeri o di profferte erotiche omosessuali sfacciate quanto inopportune…

In “Tandem” , uno dei due protagonisti vede un uomo su un cavalcavia dell’autostrada con una bicicletta e sbanda: è convinto che prima o poi la gente impazzita comincerà a gettarle dai cavalcavia le biciclette. In effetti , almeno qui in Italia, è successo che persone si mettessero a buttare giù oggetti dai ponti dell’autostrada. Leconte è stato profeta nella sue funeste previsioni sul mondo contemporaneo ; la Francia, attraversata su una vecchia Ford dal conduttore radiofonico Montez e dal suo tecnico del suono Rivetot (Gerard Giugnot) , è un paese grottesco, dove nulla più rispetta l’ordine naturale delle cose: gli automobilisti vedono enormi cani rossi, famigliole abuliche banchettano ai bordi delle strade , cultura e tradizione sono diventate un ridicolo gioco a quiz, chiamato “la lingua del gatto”, quello che la coppia porta in giro nelle piazze , dove persino un povero professore di liceo finisce appunto per cedere la propria lingua al gatto. Una geografia umana interclassista chiassosa , ridanciana e surreale, assiepata ai banchetti dei notabili o alle sagre paesane costituisce lo sfondo e dà risalto al particolare rapporto di coppia fra i due viaggiatori, come sinteticamente spiega il motivo della canzone di Cocciante “tu sei il mio rifugio” , ripetuto ossessivamente in ogni momento cruciale della vicenda. Il loro legame non è basato sull’attrazione erotica, e neppure sull’ infanzia o giovinezza trascorsa insieme: essi dicono di volersi bene, senza sapere nulla l’uno dell’altro, anche perché né dell’uno né dell’altro c’è molto da sapere; il regista ne ha fatto due saltimbanchi itineranti, cioè due che o per scelta o per incapacità non hanno radici, e vivono una vita on-the road . Eventi , incontri e personalità avrebbero necessitato forse una maggior attenzione ai dettagli e così è soprattutto la sensibilità interpretativa dei due attori a delineare due caratteri fragili , capaci di ironia e di delicatezza d’animo.I riferimenti alla letteratura sono lampanti : vengono in mente il romanzo picaresco, le avventure di Don Chisciotte e Sancho Panza o Don Giovanni e Sganerello. Rivetot e Montez però non hanno mulini a vento illusori da abbattere né belle donne da conquistare: essi sono immersi , e lo sono entrambi lucidamente , nella realtà squallida di stanze d’albergo soffocanti , di diabete e punture di insulina, di rapporti sessuali effimeri o di profferte erotiche omosessuali sfacciate quanto inopportune , di debiti di gioco, di intellettuali di provincia futili o lontani, come la sensibile libraia incontrata a una cena dal conduttore; così il vincolo che li tiene insieme è un po’ simile a quello di un amorevole infermiere e del suo assistito: essi curano l’uno all’altro le ferite individuali e l’incomprensione della diversità in tutte le sue forme nella società di massa in cui vivono. Insomma una storia d’amore a lieto fine

Cosmopoli, 37 anni, Torino.

da FilmUp.com

Visualizza contenuti correlati


Condividi

Effettua il login o registrati

Per poter completare l'azione devi essere un utente registrato.