Dalla rassegna stampa Cinema

LA “LEZIONE” DEL REGISTA ITALIANO

Ozpetek, cinema controcorrente

TAORMINA – «Quando giro un film ho dentro di me la sensazione continua di girare insieme alla gente, al pubblico che non conosco in faccia ma che sento vicino, sento il loro gusto, regista e spettatore diventano una cosa unica, e il successo mi fa pensare che questa strana sensazione sia vincente». È un fiume in piena che travolge di parole e simpatia, di saggezza e di sguardi taglienti, Ferzan Ozpetek nella «lezione» quotidiana che accoglie giovani appassionati e giornalisti in una delle iniziative più vivaci e intelligenti del festival. Il regista turco ma italiano di adozione, reduce dal grande successo de La finestra di fronte, libera sensazioni e riflessioni stuzzicato dalle domande attente del pubblico, che lo interrogano dopo aver assistito al suo primo grande successo, il lirico e fiabesco Le fate ignoranti. Un film che naviga dentro il mondo festoso e amaro dei sentimenti nascosti e traditi, con Margherita Buy e Stefano Accorsi in grande spolvero. Una pellicola che, ricordano il cosceneggiatore e produttore Gianni Romoli e la produttrice Tilde Corsi, ha avuto una gestazione difficile, in quanto fuori genere: «Abbiamo incontrato dei muri perché si parlava di omosessualità esulando dai soliti contesti comici, ma alla fine abbiamo rischiato lavorando con uno spirito di grande amicizia e libertà, e siamo riusciti a fare un film di successo e non di nicchia come in molti avevano previsto». Il regista parla del film come di una pellicola molto importante che «è» riuscita a portare il mondo gay nelle case, nelle famiglie, in altri mondi, riuscendo a commuovere e portando un momento di autentica rottura verso pregiudizi antichi». Ozpetek rivela quanto sia importante che ogni pellicola si adegui e si fletta alle circostanze e alle situazioni, facendo diventare gli elementi contrari punti di svolta e di forza: basti pensare alla festa prevista in un’ambasciata orientale che diventa un party in un museo, e alla presenza della Buy incinta che diventa improvvisamente e casualmente elemento narrativo significativo, dando al finale della storia un significato più pregnante. C’è tempo per raccontare della presenza ma anche della distanza della sua terra natia, la terra dell’infanzia che, osserva, rappresenta la terra della nostalgia, quel sentimento che, da uomo del Sud e del Mediterraneo, lo nutre nella sua essenza sospesa e del non detto. Ozpetek si sente un autore trasversale, controcorrente, che non si piega ai desideri della critica, che fa scelte difficili ma sincere, sicuro che ogni scelta autentica e profonda arrivi direttamente alla gente che la coglie e l’approva. Risate gustose quando racconta il mondo «al contrario» del suo condominio, con personaggi estrosi alla Almodovar, o quando racconta delle interminabili interviste con le stesse domande all’infinito. Scorrono ancora aneddoti, riflessioni ironiche e curiosità che coinvolgono l’uditorio, dal ricordo commosso di Massimo Troisi «persona meravigliosa che proprio per questo oggi sta lassù», che lo volle come aiuto regista dandogli l’opportunità di iniziare la carriera, e soprattutto Massimo Girotti, il grande attore scomparso subito dopo le riprese de La finestra di fronte. «Lui era il film, ricordo ancora quando lo incontrai, i gesti, il caffé preso insieme, le sue parole, mi disse delle parole stupende, che si sentiva per la prima volta nella sua vita di essere veramente un attore, penso che tutti gli attori vorrebbero una fine come la sua, recitando nel suo ruolo bellissimo», racconta commosso. Sembrano versi le sue parole che omaggiano il ruolo degli attori, «creature di un’altra terra che bisognerebbe seppellire fuori dalle città, in spazi appositi come succedeva un tempo. Spesso quando guardo gli attori mi preoccupo, mi auguro sempre che siano preservati nella loro specialità». Adora gli attori, ma la sua luce di parole si sofferma sulle donne, che non perde mai l’occasione di elogiare nella loro grazia: «Ho una grande fortuna, che le donne sono le mie prime spettatrici, e seguo sempre i loro consigli che sono vincenti, se hai le donne dalla tua parte hai vinto in tutte le cose».

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