Dalla rassegna stampa Cinema

Autofocus: in perfetto stile Schrader il sofferto ritratto di un uomo alla deriva

…ben coadiuvato da Willem Dafoe, un Carpenter sinistro e fragile, diavolo forse ma vittima anche lui…

Pur ispirato al libro «The Murder of Bob Crane» di Robert Graysmith e scritto da Michael Gerbosi, «Auto Focus» porta in tutto e per tutto la firma di Paul Schrader, che si affermò come sceneggiatore e regista di «American Gigolo». La storia che il nuovo film racconta è vera e in America la conoscono bene perché prima di trasformarsi in un tipico personaggio di Schrader, cioè un uomo in preda a un’ossessione, Bob Crane era stato un attore di successo. Conquistata una certa notorietà come dj radiofonico a Los Angeles, era diventato la star della popolare serie televisiva «Hogan’s Heros», 186 puntate dal 1965 al 1971 ambientate in chiave farsesca in un campo di prigionia nazista durante la seconda guerra. Cancellata la trasmissione, per Crane era iniziata un’inesorabile decadenza nel pubblico e nel privato conclusa da una tragica e misteriosa morte. Nel 1978 fu trovato in un motel con la testa fracassata e non si scoprì mai l’identità dell’assassino, anche se i sospetti caddero sul suo amico John Carpenter (niente a che vedere con il cineasta). Quando conobbe questo mefistofelico personaggio, che s’occupava della promozione a Hollywood degli allora avanguardistici videoregistratori, Crane era un cattolico praticante, padre di tre figli, che si limitava a sfogare le sue fantasie sessuali sulle foto delle conigliette di «Playboy». Ma l’invito di Carpenter a raggiungerlo una sera in un locale di spogliarello determina nell’esistenza di Bob una svolta che sarà la sua dannazione. Da quel momento il raptus sessuale diviene dominante: in compagnia di Carpenter, Crane non pensa ad altro che a rimorchiare nuove femmine da coinvolgere in orgette. E fa parte del gioco riprendere gli intrallazzi amorosi con la Polaroid o con la telecamera, creando uno sterminato inventario di donne e scene disinibite fonte di perenne eccitazione. Ben ambientato negli anni 60-70 e narrato dalla tomba dal protagonista defunto, «Auto Focus» non ha compiacimenti erotici. In perfetto stile Schrader è il sofferto ritratto di un uomo alla deriva che, perso ogni valore di riferimento, gira a vuoto distruggendo la sua carriera e due matrimoni. Lo interpreta in modo intonatissimo Greg Kinnear, ben coadiuvato da Willem Dafoe, un Carpenter sinistro e fragile, diavolo forse ma vittima anche lui.

Visualizza contenuti correlati


Condividi

Effettua il login o registrati

Per poter completare l'azione devi essere un utente registrato.