Dalla rassegna stampa Cinema

«The hours», tre donne e un destino in comune

…Fanno cose apparentemente simili, difendendo alla fine la vita: acquistano fiori, si adoperano per preparare una festa, hanno forti e non rimosse pulsioni omosessuali, devono decidere se vivere o morire e se amare il genere umano…

DRAMMATICO / Brave Kidman, Moore e Streep dirette da Daldry

The Hours è la storia delle 24 ore di una giornata qualunque – secondo Joyce la vita è chiusa in ogni singolo giorno – di tre donne lontanissime dal Paradiso, unite dal destino si passano col respiro il contagio dell’infelicità. Fanno cose apparentemente simili, difendendo alla fine la vita: acquistano fiori, si adoperano per preparare una festa, hanno forti e non rimosse pulsioni omosessuali, devono decidere se vivere o morire e se amare il genere umano. The hours , come recita il best seller di Cunnigham (Bompiani) riscritto a meraviglia da David Hare, è una versione intellettual-snob del doma ni è un altro giorno di Rossella O’Hara. E’ magnifico, affascinante, prodigioso, il secondo film di Stephen Daldry dopo Billy Elliott : inizia e finisce col suicidio di Virginia Woolf che nel ’41, a 59 anni, si immergerà in un fiume. E’ l’unico flash rispetto alle donne sentimentalmente coeve di una storia che vive a segmenti, ma con un unico sospiro: può un libro cambiare la vita? La solitudine, l’infelicità, l’insoddisfazione sono un diritto, un optional o uno status symbol? La prima donna è l’inglese Virginia Woolf colta nel 1923 in lotta contro la depressione mentre in campagna lavora al suo primo romanzo, Mrs. Dalloway (’25); la seconda è una casalinga americana del ’49 che leggendo quel libro scopre la propria infelicità, la propria ambivalenza sessuale (formidabile la scena con Toni Collette), l’incapacità a fare da madre e moglie; la terza, editor lesbica newyorkese di oggi, è affezionata all’amico poeta morente di Aids per cui prepara una festa che non verrà celebrata. Con stile impressionista, un montaggio preciso come il destino e la musica di Glass che riunisce note ed emozioni, il film è una festa che scoppia di intelligenza, curiosità, sensibilità, decorata con un certo manierismo chic intellettuale.
Guai a relegarlo al genere per signore. Poche volte in un film si è parlato tanto (neanche Cukor), ma poche volte lo schermo ha sottinteso altrettanto negli occhi di attrici che ti prendono al cuore e al cervello. Nicole Kidman, di misura superba e di infinita tristezza, recita col naso finto nei panni della scrittrice; ma se lei è brava, sublimi sono Julianne Moore, che esprime un contagioso e profondo disagio, mentre la Streep riesce a mettere dentro tutta la sua vita separando l’albume dal tuorlo di un uovo: va al di là di ogni immaginazione. Onore ai meriti virili: Ed Harris, Jeff Daniels, John C. Reilly entrano nel miracoloso gioco che non solo merita i 9 Oscar promessi, ma anche il regalo della vostra emozione.

THE HOURS di Stephen Daldry
Con Meryl Streep, Julianne Moore, Nicole Kidman, Ed Harris, Tony Colette


Condividi

Effettua il login o registrati

Per poter completare l'azione devi essere un utente registrato.