Dalla rassegna stampa Cinema

Pier Paolo Pasolini e la ragione di un sogno

È raro vedere nei cinema un documentario, ma stavolta davvero ne vale la pena: Pasolini, il più tragico, discusso e amato scrittore, poeta, saggista, cineasta italiano contemporaneo, viene raccontato durante un’ora e mezza in modo del tutto inconsueto….

È raro vedere nei cinema un documentario, ma stavolta davvero ne vale la pena: Pasolini, il più tragico, discusso e amato scrittore, poeta, saggista, cineasta italiano contemporaneo, viene raccontato durante un’ora e mezza in modo del tutto inconsueto. Laura Betti, l’attrice amica, da anni promotrice e dirigente del Fondo Pasolini, organizzatrice di rassegne di film pasoliniani nel mondo, decisa a non permettere che la memoria di lui si perda, ha aspettato oltre un quarto di secolo dopo la uccisione di Pasolini avvenuta nel 1975 per realizzare il film di montaggio “La ragione di un sogno”. Altre opere di cinema erano già uscite, a esempio asolini un delitto italiano di Marco Tullio Giordana o le ricostruzioni dell’uccisione dirette dal gruppo di Derek Jarman, da giovani registi tedeschi, ma ricostruivano tutti la morte feroce di Pasolini: il documentario di Laura Betti, che recitò in cinque film del regista, racconta invece, senza preoccuparsi di cronologie o completezza, l’esistenza, la vitalità, l’importanza di un artista e pensatore essenziale nella vita socioculturale italiana del Novecento. L’immagine più simbolica, tra le tante immagini scelte con originalità e con affetto, è quella di Pasolini che gioca al calcio correndo benissimo attraverso il campo, con i capelli al vento, gli occhi aggressivo-ridenti, la bella faccia tesa. I brani più belli sono un lungo monologo in cui lo scrittore Paolo Volponi parla dell’amico Pasolini, dei costumi e personaggi della società letteraria italiana negli anni Sessanta-Settanta; e una cronaca straziante del funerale di Pasolini, celebrato dagli amici e da un’immensa folla romana coi pugni chiusi levati in alto a Campo de’ Fiori. La sequenza più divertente è l’incontro di calcio fra Pasolini con la troupe di Salò e Bernardo Bertolucci con la troupe di Novecento. Le parole importanti sono quelle di Pasolini: “Non sono contro il progresso, ma contro lo sviluppo che soffoca il progresso”, “L’ostilità contro di me nasce da moralismo e qualunquismo”. Naturalmente non esaustivo, fatalmente reticente (ma soltanto Pasolini in “Petrolio” non è stato reticente sulla propria sessualità), “La ragione di un sogno”, vivo e stimolante, realizzato con la collaborazione di Pasquale Plastino, permette di constatare quale gran quantità di materiale visivo d’archivio esista con Pasolini protagonista: e suscita ancora una volta ammirazione, commozione, nostalgia, rimpianto.

Effettua il login o registrati

Per poter completare l'azione devi essere un utente registrato.