Cinema

Dal 10 al 15 novembre la quattordicesima edizione del Florence Queer Festival - Pubblicato il programma

Nostra intervista al direttore Bruno Casini

daddy

“Daddy” il film che inaugura le proiezioni della 14ma edizione del FQF

Dal 10 al 15 novembre, nell’ambito della 50 giorni di cinema 2016, torna a Firenze l’appuntamento con il Florence Queer Festival, Queer culture e cinema a tematica LGBTIQ, diretto da Bruno Casini e Roberta Vannucci. Da quest’anno presso il teatro “La Compagnia”. Sul sito ufficiale tutto il programma.

Come è ormai nostra consuetudine abbiamo chiesto a Bruno Casini quali sono gli eventi assolutamente da non perdere di questa quattordicesima edizione.

Bruno Casini:

Come sempre il Florence Queer Festival comprende oltre al cinema i libri, le mostre e gli spettacoli teatrali.   Cominciando dalle mostre, la prima è “Queer clubbing. Un secolo di immagini di vita notturna LGBTQ attraverso la collezione di Luca Locati Luciani”, dal 5 al 20 novembre, presso IREOS. Luca Locati Luciani è uno dei collezionisti più importanti a livello internazionale di materiale LGBT (e autore del libro “Crisco Disco. Disco Music & clubbing gay”, ndr). Questa bellissima mostra è un percorso dagli anni ’20 del secolo scorso ai giorni nostri, attraverso flyer, cartoline e inviti del clubbing internazionale, quindi locali, pub, materiale americano, inglese, italiano, lesbico, gay, leather…  Tra parentesi la rivista PRIDE ha dedicato a questa mostra due pagine nell’edizione di ottobre. Luca sarà presente al Festival.

Le altre mostre sono dentro “La Compagnia”. Da quest’anno la location della 50 giorni di cinema si sposta al cinema teatro La Compagnia, in via Cavour 50/r, sempre nel centro di Firenze, che diventerà la Casa del Cinema di Firenze, per il futuro. Quindi quest’anno c’è il grande opening. All’interno del cinema ci saranno due mostre, una “Parla con i muri”, con fotografie di immagini e scritte LGBT sui muri di Firenze, l’altra è un percorso fotografico attraverso le tredici edizioni passate del Florence Queer Festival (a cura di Sandra Nastri).

Parliamo del cinema.  Nuova location. C’è tanta roba, io ti elenco qui solo le cose forse più importanti:

“Garten der Sterne” di Pasquale Plastino e Stéphane Riethauser, in anteprima europea. Un documentario su di un cimitero a Berlino in cui si trovano anche le tombe dei fratelli Grimm, dove vengono sepolti malati di AIDS e Drag Queen. In questo cimitero c’è un Caffé letterario dove nei weekend succedono eventi a cui tutti sono invitati e dove vengono portati anche i bambini a fare i girotondi. Un documentario veramente eccezionale e anche molto forte.

”Daddy” di Gerald Mc Collouch,  film con cui apriamo la sera del 10 novembre, anche questo in anteprima europea.  Mc Collouch è uno degli attori principali dei film BearCity 1, 2 e 3. E’ una storia tra lui e uno stagista, quindi tra un daddy e un giovane ragazzo.

Poi “Sex and Silver gay” di Todd Verow e Charles Lum è un documentario americano di quest’anno su una associazione, la ‘Prime Timer’ di New York, composta da persone mature, che organizza diversi eventi per i daddy, tra cui dei sex parties in alberghi. Anche questa è un’anteprima italiana.

Poi c’è “MAJOR!” di Annalise Ophelian un altro documentario Usa che narra la storia di Major Griffin-Gracy una nota attivista trasgenger di colore più volte incarcerata.

Poi venerdì “You’ll never be alone” di Alex Anwandter, un film cileno, storia su di un rapporto tra un padre e suo figlio. Il figlio viene picchiato da degli omofobi e il padre vuole capire quello che succede nel mondo gay.

Sabato 12 abbiamo per la prima volta al festival una mattinée, “Né Giulietta, né Romeo” di Veronica Pivetti, con lei presente in sala. E’ una storia sui giovani delle nuove generazioni e sul bullismo omofobico all’interno delle scuole.  E’ un film che è uscito nelle sale ma nessuno se ne è accorto.

 Cinemagay:  E infatti, ci lamentiamo tutti gli anni che in Italia non vengono prodotti dei buoni lungometraggi di argomento LGBT e poi quando ne esce uno non viene distribuito.

Bruno Casini: 

A Firenze non è mai arrivato per esempio. Ci diceva lei che è uscito in pochissime sale in Italia. Per questo ci fa piacere presentarlo. Tra l’altro tra le tante attrici e attori del film c’è Carlina Torta, un’attrice milanese, che faceva parte negli anni ’70 assieme ad Angela Finocchiaro del gruppo Teatro Panna Acida, che fece uno spettacolo bellissimo che si chiamava ‘Scala F’. Ora Carlina Torta vive a Firenze da tanti anni.

Poi, vado avanti, c’è “Bullied To Death ” di Giovanni Coda, che prosegue la sua sperimentazione tra arte e cinema.

Sabato “Théo et Hugo dans le même bateau” di Olivier Ducastel e Jacques Martineau. Ci saranno loro due in sala. E’ un film che affronta la tematica della HIV, della sieropositività, con questo inizio di film molto selvaggio, venticinque minuti di dark room.

Poi la domenica c’è tutta una serie di cose sugli anni ’70.  “Varichina – La vera storia della finta vita di Lorenzo De Santis” di Antonio Palumbo e Mariangela Barbanente, una produzione italiana passata al Biografilm Festival di Bologna lo scorso giugno, è la storia Lorenzo De Santis, il primo gay pubblicamente dichiarato a Bari in Puglia negli anni ‘70’ e degli attacchi omofobici contro di lui.

A seguire c’è un omaggio a Dominot “Sarà tutta una depravazione – Hommage à Dominot” di Daniel Kuhn e Enrico Salvatori. E’ un piccolo cadeau dedicato a Dominot, che se ne è andato qualche anno fa.  Noi volevamo ricordarlo. Dominot è stato un attore che ha fatto cinema, teatro sperimentale nelle cantine off romane. Era quello che chiudeva la Dolce vita di Fellini, per intenderci.  E’ una cosa breve, di quindici minuti.

Poi c’è il documentario “Lina Mangiacapre. Artista del femminismo” di Nadia Pizzuti, su questa pittrice, scrittrice, regista teatrale e fondatrice del collettivo Le Nemesiache.

Vado avanti. C’è “Where Are You Going, Habibi?” del tedesco Tor Iben. Un film che narra la storia tra un ragazzo turco e un piccolo criminale tedesco, un po’ naziskin. Una storia molto forte con un happy end divertente.

Poi c’è “Center of the world ” di Jakob M. Erwa, un film austriaco, uno struggente viaggio verso la maturità, condotto con grande delicatezza.

L’ultimo giorno ci sono due corti che vorrei segnalare, “Questa è la mia storia” e “L’amore è un’altra cosa” di Caterina Caso, una ragazza di 18-19 anni di Firenze, che ci ha contattati; sono i suoi primi due corti e sono a tematica gay. Noi abbiamo voluto riservare un posto un po’ speciale a questa giovane videomaker che si confronta con due corti LGBT.

Poi c’è “Ivan Cattaneo – A cuore nudo” di Tiziano Sossi, un’intervista dentro al cimitero monumentale di Milano, sulla storia di Ivan dagli anni ’70 e la sua carriera musicale e non solo. (Saranno presenti il regista e Ivan Cattaneo).

E chiudiamo con “Hunky Dory” di Michael Curtis Johnson, che è anche il nostro omaggio a David Bowie, scomparso quest’anno.  E’ la storia di un uomo che si divide tra la sua attività come drag nei locali di Los Angeles ed il suo ruolo di padre di un bambino undicenne. Una storia molto bella. Il film si rifà a David Bowie perché il protagonista vuole imitare Bowie così come appare sulla copertina di Hunky Dory, un album del 1971, dove si vede Bowie coi capelli lunghi biondi.

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Nella foto: Roberta Vannucci, Silvia Minelli, Bruno Casini

 Cinemagay:   E invece per quanto riguarda QUEER BOOK,  c’è un libro in particolare che vorresti segnalare ?

Bruno Casini:

Secondo me una delle cose più divertenti è questo libro di Mariano Lamberti “Una coppia perfetta. L’amore ai tempi di Grindr,” che esce proprio ora fresco fresco, lo presentiamo il 19 novembre al IBS. E’ un romanzo che parla appunto delle chat, del sesso on line, degli incontri… Mariano Lamberti sta preparando il documentario “Bandiera Rosa” su Mario Mieli, che speriamo di poter presentare da noi il prossimo anno.

Poi vorrei segnalarti anche il libro “Orgasmo Song. Sesso, Musica e Sospiri” di Fabio Casagrande Napolin, che presentiamo il 5 novembre al IBS, prima della mostra di Luca Locati Luciani, che è una storia sulle canzoni orgasmiche (come “Je t’aime moi non plus”) dagli anni ’60 ad oggi.

Poi ci sono tante altre cose, libri, incontri, insomma sarà una edizione molto ricca. Diciamo che il tema delle identità queer e delle culture queer è un po’ al centro di questa quattordicesima edizione.

 Cinemagay: In questa edizione sono presentati molti documentari sia italiani che stranieri  dedicati a personaggi storici della comunità LGBT.

Bruno Casini:

Esattamente. E’ un discorso che ci piace, sulla memoria, quest’anno raccontiamo della Mangiacapre, di Dominot, di Varichina- Lorenzo De Santis, ci sono veramente tante cose che raccontano decenni e memorie LGBT che non bisogna mai dimenticare.

Cinemagay: : Scherzando notavamo che questo festival inizia e finisce con due cimiteri…

 Bruno Casini:

E’ una visione un po’ dark devo dire…

Cinemagay: E poi invece ci sono gli anziani, sia gay che lesbiche, che sono impegnati politicamente e fanno sesso attivo fino a tarda età.

 Bruno Casini:

Si, sia in “Sex and Silver gay” che in “Las Ventana Abiertas” sulle donne mature. Il tema della gaya vecchiaia è ricorrente in questa edizione, ci sono tante cose.

Cinemagay: Vuoi aggiungere qualcosa per terminare?

 Bruno Casini:

Di importante c’è anche il 9 novembre l’anteprima, l’opening del festival, allo Spazio Alfieri, un teatro di 200 posti, con ‘Queerlesque’, con una serie di artisti di queerlesque italiani e internazionali che presenteranno i loro set.

Cinemagay: E poi il queerlesque apre anche il cinema con un documentario ambientato a Vienna.

Bruno Casini:

Esattamente, “Femme Brutal” di Nick Prokesch e Liesa Kovacs, è proprio sugli spettacoli di burlesque e di erotismo del corpo femminile. Poi tutti i giorni ci sono i corti del concorso VIDEOQUEER.

Cinemagay: Che quest’anno è molto ampio.

Bruno Casini:

Quest’anno c’è tantissimo materiale. Il 15 ci sarà la premiazione del miglior corto. Poi c’è la giuria che sceglierà il lungometraggio migliore. Mi raccomando, quest’anno siamo alla Compagnia, questo è importante.

 

(a cura di Roberto Mariella)

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