La famiglia vuota
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  • EditoriBompiani (collana Narratori stranieri Bompiani)

La famiglia vuota

“…Al centro del nuovo lavoro, quello che Toibin ha definito «un ossimoro», ossia la famiglia vuota, «una definizione che mi è venuta in mente una sera a Dublino e su cui un amico pittore mi ha suggerito di lavorare». Sono nate così nove storie che hanno come filo conduttore proprio lo svuotamento del nucleo d’origine. Da una parte, ha spiegato lo scrittore «è ciò che capita quando invecchi, quando confronti le sedie vuote e i personaggi scomparsi alla cena di Natale rispetto alla stessa occasione di 20 anni prima», dall’altra «succede anche con l’esilio, quando rimpiazziamo i legami con altri e perdiamo familiarità con la famiglia d’origine».
Situazioni simili caratterizzano in particolare due racconti, “La famiglia vuota”, che dà il titolo alla raccolta, e “Uno meno uno”, «che sono gli unici autobiografici insieme a “Barcellona 1975″, che ha fatto perdere il sonno a non poca gente in irlanda». Nel racconto, infatti, viene raccontata l’iniziazione omosessuale di un giovane in una soffitta della città catalana, tra orge e mascheramenti. Il componimento è uno dei pochi dove alla perdita di un amore non subentra il vuoto. ..” (S. Sarti, Gazzetta del Sud)

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