La Samaritana

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La Samaritana

Il regista ha voluto contrapporre l’innocenza (due amiche 15enni), la sessualità e l’amore (anche omosessuale, una delle due giovani è chiaramente innamorata dell’amica), alla violenza e crudeltà insita nella morale sessuofobica che conduce il protagonista, molto religioso, a compiere efferati delitti per punire i rapporti sessuali della figlia minorenne con uomini sconosciuti. Significativa e terribile la scena del padre che uccide la figlia (scena sognata da quest’ultima): meglio morta che peccatrice! Bellissime e delicate le scene degli incontri sessuali delle minorenni con i “clienti” che il regista ci presenta quasi come incontri tra fidanzati. Il legame omosessuale tra le due giovani che si intuisce nelle prime scene del film dovrebbe giustificare l’evoluzione della storia: la ragazzina si prostituisce, restituendo i soldi ai clienti, solo per cancellare i “tradimenti” dell’amica e recuperare così l’integrità del suo amore. Come avverte il titolo, il film può anche essere letto come una parabola sull’irrazionalità dell’amore che porta la fanciulla a prostituirsi e il padre ad uccidere. Molto efficace lo stile asciutto ed essenziale della regia, che lascia lo spettatore libero di giudicare secondo le proprie inclinazioni. Imperdibile se siete cinefilo/a.

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5 commenti

  1. Adoro il cinema coreano e Kim Ki Duk gia’ e’ commerciale! Ma i suoi films sono splendidi. E’ malinconico e viscerale il sentimento che lega le due protagoniste. Quando una delle due muore, l’altra compira’ un viaggio sul suo corpo e nella sua anima per riscattarla. L’onore verso la vita e la memoria nella prospettiva di un adolescente in cammino. Consigliatissimo per chi e’ vicino al cinema spirituale di Kim Ki Duk! (spirituale, non nell’ accezione “religiosa” del termine).

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Yeo-Jin è una giovane studentessa liceale ancora minorenne che vive con suo padre, un poliziotto rimasto vedovo. Insieme alla sua migliore amica, Jae-Young, organizza un giro di prostituzione via internet per raccogliere i soldi per fare un viaggio in Europa. Quando la sua amica si innamora di uno dei clienti, Yeo-Jin si infuria e le vieta di vedere l’uomo. Un giorno, mentre Jae-Young è impegnata con un cliente in un motel, per sfuggire a una retata della polizia, si butta dalla finestra della stanza e rimane gravemente ferita. Yeo-Jin decide di realizzare quello che potrebbe essere l’ultimo desiderio della sua amica: farle rivedere l’uomo che ama. Ma lui pone una condizione: Yeo-Jin deve avere un rapporto con lui e poi andrà a vedere la ragazza in fin di vita. Quando arrivano in ospedale scoprono che Jae-Young è morta. A quel punto Yeo-Jin, sconvolta, si appropria della vita dell’amica e inizia a frequentare tutti i clienti di lei, ma senza farsi pagare e restituendo loro tutti i soldi guadagnati. Venuto a conoscenza della doppia vita della figlia, il padre di Yeo-Jin si mette sulle sue tracce per punire gli uomini che la frequentano e inizia a picchiare tutti quelli con cui si è incontrata. Ma a un certo punto esagera…

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