Il Primo giorno d'inverno

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Il Primo giorno d'inverno

Il film racconta la storia di Valerio, un adolescente solitario che osserva il mondo dei suoi coetanei stando in disparte. Valerio ha una sorella di dieci anni, un vecchio motorino e due nemici che lo tormentano. Un giorno però gli si presenta una possibilità, finalmente può vendicarsi provando a combattere con le stesse armi del nemico. Ma ad attenderlo troverà solo il dolore e la disperazione.
“Il film affronta temi presenti, talvolta anche in modo drammatico, nel mondo degli adolescenti – dichiara Mirko Locatelli, il regista – è una riflessione sulle relazioni basate su prepotenza e sopraffazione: racconta una storia di bullismo e identità sessuale in adolescenza, il bullismo meno visibile però, quello che non agisce esclusivamente perpetrando violenza fisica ma che si manifesta attraverso altre forme di prepotenza che determinano l’esclusione dal gruppo e l’emarginazione di chi è considerato diverso. Parla di ragazzi vicini fisicamente ma personalmente soli e abbandonati, figli di una società omologante che li ha abituati a pensare individualmente e ad esprimersi con il linguaggio della violenza, ragazzi che spesso faticano a trovare unità in un progetto comune e che, spinti dal disprezzo per le diversità, non possono che generare dolore ed emarginazione, rischiando di esserne a loro volta vittime. (Cartella Stampa)

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14 commenti

  1. Morgenstern

    Insomma, un po’ lento e sinceramente il finale è un po’ triste, dopo che l’altro si è suicidato il fidanzato viene preso a botte, i gay fanno una brutta fine.
    Poi, non ho capito una cosa ma se i due ragazzi soi gay che cacchio fanno rinchiusi nel camper con le proprie fidanzate? Perché hanno delle fidanzate?

  2. oltreparis

    risulta un po lento, cupo e con dialoghi molto ridotti ma diversamente, questo film non avrebbe un senso, certo la testa bassa e la postura ricurva del protagonista sono un po troppo esasperate ma personalmente devo dire che questo film è riuscito a catturare la mia attenzione.
    A me è piaciuto abbastanza.

  3. pinzimonio

    L’idea del film (vedi commento di daniele) è molto bella peccato che la realizzazione lasci molto a desiderare: il film è troppe volte schematico (i ricattini sono comici, la storia della testa bassa troppo calcata,…) e ripetitivo. Gli attori, azzecati come personaggi, sono diretti male. Bella la fine.

  4. daniele

    Io l’ho trovato veramente bellissimo. Il film analizza la condizione di essere allo stesso tempo vittima e carnefice, buono e cattivo, fragile e forte (condizione assai ricorrente per gli adolescenti omosessuali). Un film che non dà risposte e trova nel finale “aperto”, straziante e tenero (sì, io l’ho trovato estremamente tenero) – alla fine i due protagonisti dell’ultima scena sono molto più simili di quanto possa apparire, visto che la violenza e la crudeltà molto spesso non sono altro che corazze per gli individui estremamente sensibili – un picco assoluto nella storia del cinema italiano degli ultimi anni. Fotografia superba. Ad avarcene film di tale intensità…
    Daniele

  5. molti i difetti, soprattutto nella sceneggiatura e nella recitazione, molti i prestiti (The elephant, Presque rien, …), … alcuni inseguimenti in motorino quasi imbarazzanti, ma nonostante tutto un film da vedere, apprezzabile la lentezza, ma soprattutto un 9 alla fotografia, complimenti a Ugo Carlevaro

  6. SolidoUrbano

    Visto ieri alla Mostra con in sala tutti i protagonisti… Non un capolavoro ma molto apprezzabile lo stile narrativo a tratti vintage e sorretto da un’ottima fotografia.
    Un lungo applauso alla fine (compreso il mio) per incoraggiare un giovane regista che mi auguro non si arrenda.

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Note di regia del film “Il Primo Giorno d’Inverno”

L’intenzione è di affrontare temi presenti, talvolta anche in modo drammatico, nel mondo degli adolescenti per giungere ad una riflessione sulle modalità tipicamente maschili, per certi versi ancora tribali, di basare le relazioni sulla prepotenza e sulla sopraffazione, sul fare gruppo e sull’esclusione di chi sembra diverso.
Il film racconta l’adolescenza come passaggio critico, indaga la solitudine in cui vive chi è un escluso come Valerio, il protagonista, incapace non solo di provare a salvarsi ma anche di comunicare a qualcuno il suo dolore.
Osserva una generazione di ragazzi vicini fisicamente ma personalmente soli e abbandonati all’individualismo, ragazzi che spesso faticano a trovare unità in un progetto comune, che possono spingersi fino al disprezzo delle diversità generando dolore ed emarginazione.
“Il Primo Giorno d’Inverno” ha un significato simbolico: è il momento del solstizio, in cui il sole sembra abbandonarci completamente per cedere il passo alla notte più lunga di tutte. L’anno che si è avvicinato alla fine, portando con sé la totale oscurità, ora viene lasciato alle spalle e il flusso si inverte. E’ un momento di morte e rinascita, come la fine dell’adolescenza ma anche come una ruota che compie il suo giro.
Nella nostra storia il momento del dolore più grande obbliga i personaggi a tentare un’altra strada, un percorso diverso, dove la fiducia nell’altro sarà la chiave per nuove possibili relazioni.

Mirko Locatelli

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