Il nipote di Beethoven

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Il nipote di Beethoven

Storia di Karl, il nipote di Ludwig Van Beethoven che i libri sull’argomento hanno sempre presentato come carogna e sfruttatore dello zio vecchio, sordo e malato. E invece fu solo un povero malato che riuscì con molta fatica a liberarsi dell’attaccamento morboso del famoso musicista Il film racconta gli ultimi anni di vita di Beethoven dal punto di vista del nipote Karl, cui il grande musicista rese la vita impossibile. Tratto dai libri di Luigi Magnani, il film ha il merito di non scadere nel macchiettistico e nell’anedottico. L’omosessualità repressa del musicista sembra la chiave di interpretazione dell’ambigua e triste vicenda, anche se, delicatezza del regista, non viene mai espressa chiaramente.

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Paul Morrissey, il regista reso famoso dalla sua collaborazione con Andy Warhol, nel 1985 sorprese i suoi ammiratori con la sua sensibile regia del film in costume “Il nipote di Beethoven” . Il personaggio del titolo, Karl Beethoven (Dietmar Prinz), è strappato dalla casa materna dal egomaniaco compositore tedesco Ludwig Van Beethoven (Wolfgang Reichmann). E’ opinione di Beethoven che il nipote Carl sia nelle grinfie di un demonio (sua madre!), e che solo prendendosi carico dell’ educazione di Carl, il compositore possa far emergere nel ragazzo il suo innato genio musicale. Alla fine Carl si ribella alle ossessioni di Beethoven, iniziando una relazione con una bellissima attrice (Nathalie Baye). Col crescere dell’indipendenza di Carl, la salute di Beethoven peggiora, forse anche a causa delle conseguenze psicologiche del veder crescere il suo figlio surrogato lontano da lui. Adattato da Morrissey e da Mathieu Carriere da un romanzo di Luigi Magnani.

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