La región salvaje

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La región salvaje

In assoluto la prima coproduzione Messico-Danimarca, firmata dal giovane regista Amat Escalante, già premiato a Cannes come miglior regista nel 2013 (Heli). Il film ha l’anteprima mondiale alla Mostra di Venezia 2016, dove è in concorso per il Leone d’Oro e il Queer Lion. Il direttore della Mostra, Alberto Barbera, che lo ha selezionato, lo spiega come “un film che ci racconta gli strati più bassi della società messicana, attraverso momenti fantastici e veramente imprevedibili“. Il regista Escalante ha detto di aver avuto l’ispirazione per il film da due fatti di cronaca, uno riguardante una giovane donna che accettò l’offerta di un ragazzo di accompagnarla a casa e che invece la portò su una collina per violentarla. La donna reagì colpendo l’aggressore ma sui quotidiani che riportavano la notizia veniva incolpata di tutto, a partire da un abbigliamento invitante; l’altro fatto riguardava un’infermiere gay, una persona che si dedicava ad aiutare gli altri, brutalmente incappucciato ed annegato, fatto che veniva riportato sui quotidiani col titolo “annegato un frocio”. La regione selvaggia del titolo è Messico Bajío, una zona centrale del Messico, dove vive Alejandra, una giovane madre casalinga che abita col marito e i due figli di 4 e 6 anni. Si trova in un momento difficile della sua vita, in crisi col marito (infedele), entrambi in lotta per trovare l’un l’altro, ma quasi sull’orlo del precipizio. Suo fratello Fabian è un omosessuale che lavora come infermiere nell’ospedale locale. Le loro vite, di gente che vive nella periferia, vengono sconvolte dall’arrivo di una misteriosa ragazza di nome Veronica, che li convince che nella vicina foresta (dove tempo addietro era atterrata una meteorite) c’è qualcosa che non è di questo mondo ma che potrebbe essere la risposta a tutti i loro problemi. Qualcosa che ha una forza alla quale non si può resistere, occorre sottomettersi ad essa o subire la sua ira… Il sesso e l’amore possono essere cose fragili in luoghi dove regnano i valori più tradizionali, l’ipocrisia, l’omofobia, e il sessismo. Il regista ha dichiarato che il film rappresenta “la mia visione della lotta verso l’indipendenza di una donna e dei suoi due bambini, che combatte contro ostacoli imposti dalla cultura in cui è cresciuta. Voglio mostrare cosa potrebbe succedere quando qualcosa che non è di questo mondo potrebbe essere la soluzione a tutti i problemi”. Una parabola sociale che può essere letta come una metafora degli attuali problemi del Messico, in lotta per liberarsi da machismo, omofobia ed oppressione.

synopsis

La región salvaje is set in a city of the Mexican Bajío (center of the country). A mysterious woman, Verónica, descends from the mountains near a place where a meteorite fell and enters the lives of a couple in crisis, Ángel and Alejandra, who struggle to find one another but who, at the same time, cannot avoid self-destruction in the process. Something out of this world arrives to alter their lives.
Mixing realism with horror, the Jaime Romandia production for Mantarraya Film follows a young couple from the Mexican lowlands struggling to find themselves, but destroying themselves in the process. A meteorite crash on an isolated, nearby mountain will change their lives.

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