Due volte genitori

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Due volte genitori

E’ un documentario di Claudio Cipelletti (con la collaborazione di Lucia Bonuccelli e Francesco Pivetta), già regista del bellissimo “Nessuno uguale”, che racconta ciò che accade all’interno delle famiglie quando i figli fanno coming out. «Ho cercato di entrare in punta di piedi nelle famiglie, racconta Cipelletti, ho scoperto un universo inaspettato, complesso, di grande fragilità. Questi genitori si sono trovati di fronte a una rivelazione che in un attimo ha cancellato ogni certezza, le fondamenta di ieri e il senso del domani, i presupposti stessi della loro esistenza». Come hanno reagito i genitori alla scoperta? Come hanno affrontato l’idea di aver generato un figlio che improvvisamente li ‘tradisce’? «Anche chi si percepiva sereno, almeno idealmente, nei confronti dell’omosessualità, spiega Cipelletti, non ha avuto gli strumenti per affrontare subito il mistero della genesi dell”omosessualità nel cuore della propria famiglia. Così il film indaga questo percorso tra le aspettative tradite dei figli, e l’accettazione non tanto dell’omosessualità, ma della propria rinascita come genitori, ripartendo da zero, ‘facendomi guidare nei primi passi da mio figlio, mentre una volta la roccia per lui ero io’, come dice un papà. L’amore trionfa, ma non basta. Bisogna mettersi in gioco. E questi genitori hanno saputo farlo fino in fondo. Scoprendo che la loro è una goccia nell’oceano, e che c’è ancora tutto da fare». Il documentario (costruito come un reality in cui l’autore vive per un breve periodo di tempo con famiglie di ragazzi omosessuali) fa parte del Progetto europeo Daphne, un programma di ricerca e intervento a sostegno delle famiglie con figli omosessuali.

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19 commenti

  1. Un documentario indispensabile, per chi fatica ad accettare l’orientamento sessuale, l’identita’, la liberta’ e la felicita’ dei propri figli, per chi necessita di stampelle emotive e psicologiche per un qualcosa di semplice ma che la propria mente ed il proprio retaggio culturale rende difficile. Per chi insomma piuttosto che sparare ai propri figli o condannarli al silenzio e alla mortificazione, preferisce giustamente chiedere aiuto. Un documentario che serve a coloro a cui serve un modo per affrontare il concetto di diversita’. Premetto che per me questi genitori non sono e non saranno mai degli eroi!!!!!!!! I genitori eroi sono quelli che hanno i figli al cimitero o su una carrozzella, E FANNO I CONTI CON IL DOLORE OGNI GIORNO, QUELLO VERO!!! E CHE L’AUTOCOSCIENZA LI SERVE PER SOPRAVVIVERE NON PER ACCETTARE QUALCOSA DI NORMALE!!!!! Con cio’ mi auguro che questi due volte genitori, arrivino prima o poi a comprendere come ci si puo’ sentire a non esserlo piu’ nemmeno una volta. Buona visione.

  2. bel documentario molto interessante. mette un filo di tristezza perchè fa riflettere sulla tragica situazione italiana in relazione all’omosessualità.

    non mi è piaciuta la divisione in “fasi” che i genitori attraversano in un cammino verso la comprensione e accettazione… l’ho trovata stilisticamente troppo semplificativa

  3. De La Croix

    Bel documentario, non per niente ne abbiamo fatto uso durante svariate attività associative. I protagonisti poi sono di una disponibilità unica e si, sono davvero persone adorabili! Un grazie ai genitori dell’AGEDO per questo prodotto educativo.

  4. emanuela io la penso come te…maud ha solo bisogno di tempo tutto qui..ancora un po’ di tempo..nel mio piccolo sto cercando di aiutarla…in due è più semplice……è solo una brutta giornata..

  5. emanuela

    per kiss: anzi al contrario… sono io che mi vorrei scusare ma forse nella mia vita ho visto troppo acqua passare sotto i ponti e certe cose mi hanno lasciato delle ferite dentro. E per questo che vorrei che i giovani gay e lesbicge d’oggi vivessero la loro vita con gioia e il sorriso e fossero orgogliosi di quello che sono.

  6. emanuela

    x maud: vedi, anche i genitori devono essere educati, indirizzati nel cammino giusto. L’ignoranza non è ammissibile in nessun paese civile (anche se l’Italia molto spesso fa di tutto per non dimostrarsi tale) Qualsiasi cosa tuo padre possa dire sappi che è lui che si sta dimostrando retrogrado e ignorante non tu. Tu non ti devi giustificare di niente, di quel sei. Oggi ci sono persone a cui chiedere aiuto, o solo un consiglio. Altrimenti è inutile parlare di dolci favole telvisive sognando chissà mentre nella realtà si rimane paurosamente nell’ombra.

  7. Tu parli di genitori aperti al dialogo…secondo te un “genitore” che parla di ragazze lesbiche(lesbiche lo dico io perchè mio padre direbbe lecca…..!)e associa parole del tipo spazzatura,vomito ecc. è un genitore al quale si può parlare?scusa per il mio piccolo sfogo…o piagnucolare

  8. emanuela

    x maud: il coraggio e le forze ti abbandonano…ma di fronte a chi dobbiamo sempre avere riguardo? A proposito dell’agedo essa è un’associazione di straordinari genitori ( Dio li benedica!) che hanno con grande senso di dialogo ed umilta voluto capire i loro figli gay e lesbiche e capire nello stesso tempo loro stessi. Il dialogo lo si instaura insieme, di cui si ha bisogno altrimente si rimane da soli a piagnucolare e a fare un triste monologo. E La solitudine per sua stessa natura poi ci tende a privare del coraggio e della voglia di aprirci al mondo.

  9. Per Emanuela: non ho visto il film…voglio solo commentare quello che hai scritto…in quello che dici c’è sicuramente una grande verità ma…magari fosse così semplice,scrivere quello che è giusto fare è facilissimo…è tutto il resto ad essere dannatamente complicato…quando il coraggio e le forze ti abbandonano…

  10. emanuela

    x mar: per motivi oggettivi… e che significa? I nostri genitori sono solo genitori, da rispettare ma non sono i padroni della nostra vita, non sono i depositari di chissà quali verità, non sono altro che genitori che ci amano o che a “modo” vogliono amarci (perchè l’amore ha mille canoni e mille modi di esprimersi non sempre esemplari!) Difendi la tua dignità sempre e ovunque, sopratutto davanti ai tuoi genitori.

  11. Ieri ho avuto l’opportunità di vederlo, grazie all’agedo della mia città..Molto toccante.. Soprattutto per chi, come me, non lo dirà mai in famiglia (dato che non posso per motivo oggettivi..)

  12. lorenzo

    ciao ho visto il trailer e delle interviste e mi sembra molto interessante ma qualcuno mi sa dire dove posso vederlo tutto? perchè non l’ho mai visto al cinema… grazie ciaoo

  13. emanuela

    è un importantissimo documentario. Secondo me dovrebbe essere trasmesso nelle scuole, potrebbe essere un punto di partenza per iniziare un sincero e vero dialogo tra gay ed etero.

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trailer: Due volte genitori

https://youtube.com/watch?v=aRRE_tyfC2U%26hl%3Den%26fs%3D1

Varie

Un film prodotto a cura di Agedo (Ass. genitori di omosessuali) col finanziamento della Commissione Europea, nell’ambito del Progetto Daphne II “Family matters – Sostenere le famiglie per prevenire la violenza contro giovani gay e lesbiche”

Il DVD è disponibile scrivendo ad Agedo: [email protected]

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Nota dell’autore

Questo documentario nasce dalla forte motivazione dei genitori di AGEDO a dar voce alle famiglie con figli gay, un’operazione mai tentata prima in Italia. Il progetto biennale europeo Daphne II “Family matters” ha permesso di realizzare questo lavoro all’interno di una vasta ricerca sociologica sulle famiglie con figli e figlie omosessuali condotta in tre Paesi. Il video, girato in Italia, rappresenta l’apporto di Agedo alla ricerca. L’ideazione del film nasce già nel 2002. Con l’avvio del Progetto Daphne nel 2006, è iniziato un lungo lavoro insieme a due straordinari collaboratori, Lucia Bonuccelli, psicologa, e Francesco Pivetta, docente e formatore, che hanno in seguito condotto gli incontri con i gruppi di genitori.
Ho cercato di entrare in punta di piedi con la macchina da presa in questi gruppi e nelle famiglie, dopo aver creato, grazie alla collaborazione psicologica degli esperti, le condizioni “protette” perché le persone potessero esprimersi senza allontanarsi dalla loro quotidianità, ma anche dando loro, con la ripresa, una occasione speciale di confronto e comunicazione all’interno della famiglia.
Dopo aver diretto “Nessuno Uguale, adolescenti e omosessualità” mi sono trovato davanti a una sfida diversa . Dovevo saltare dall’altra parte della barricata, non essere più solo figlio, ma anche genitore. E non potendo trovare nella mia biografia una eco forte come quando avevo dato voce al coming out dei giovani gay e lesbiche, mi sono messo in ascolto. Ho scoperto un universo inaspettato, complesso, di grande fragilità. Il primo pensiero quando entrai in un gruppo di genitori che condividevano la loro storia dopo il coming out dei figli, fu che erano come noi, soli, emozionati, schiacciati dal giudizio della società, ma forse più smarriti. Noi da adolescenti avevamo sofferto ma ci eravamo costruiti gli anticorpi giorno per giorno crescendo. Loro, da grandi, in un giorno qualunque della loro vita, si erano trovati di fronte a una rivelazione che in un attimo aveva cancellato ogni certezza, le fondamenta di ieri e il senso del domani, i presupposti stessi della loro esistenza. Cosa hanno fatto a quel punto? Come hanno affrontato l’idea di aver generato una creatura che improvvisamente li “tradisce” diventando portatrice di uno dei più insostenibili stigmi sociali, legato al tabù del sesso, a quel “torbido” che non ha luogo nel mondo delle persone “per bene”, e men che meno all’interno della famiglia? Così anche chi si percepiva sereno, almeno idealmente, nei confronti dell’omosessualità, non ha avuto gli strumenti per affrontare subito il mistero della genesi dell’omosessualità nel cuore della propria famiglia. Mistero come ogni mistero della natura, divenuto devastante perché non ha un luogo nella cultura, e meno che mai nella cultura genitoriale. Così il fim indaga questo percorso tra le aspettative tradite dai figli, e l’accettazione non tanto dell’omosessualità, ma della propria rinascita come genitori, ripartendo da zero, “facendomi guidare nei primi passi da mio figlio, mentre una volta la roccia per lui ero io” come dice un papà. La messa in discussione del proprio ruolo di genitori, la messa in dubbio anche solo per un istante, ma talvolta per molto tempo, dell’amore per i figli, il senso di perdita, il senso di colpa, la paura del giudizio. Tutto questo accade e poi pian piano si trasforma, diventa nuova energia e porta queste famiglie verso esiti inaspettati, verso una autenticità pungente che disarma qualunque dottrina morale. L’amore trionfa, ma non basta. Bisogna mettersi in gioco. E questi genitori hanno saputo farlo fino in fondo. Scoprendo che la loro è un goccia nell’oceano, e che c’è ancora tutto da fare.

Claudio Cipelletti

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Testo copertina DVD:

“Mio figlio è come io lo penso?” Prima o poi ogni genitore, a causa di piccoli o grandi motivi, si è trovato di fronte a questo interrogativo. “Due volte genitori” entra direttamente nel cuore delle famiglie nel momento critico della rivelazione dell’omosessualità di un figlio/a. Attraverso un delicato lavoro di ascolto, il film indaga questo percorso tra le aspettative disilluse dai figli e l’accettazione, al di là dell’omosessualità in quanto tale, della propria rinascita come genitori. Dopo lo smarrimento, il senso di perdita e di colpa, poco alla volta si apre un nuovo percorso che porta queste famiglie a compiere un viaggio imprevisto, dai figli ai genitori, dai genitori ai nonni e poi di nuovo ai figli. Mentre si richiude il cerchio tra le generazioni vince l’amore, ma non basta. Bisogna mettersi in gioco. E questi genitori hanno saputo farlo fino in fondo, regalandoci un’esperienza intensa e limpida, che diventa preziosa per tutti.

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