Diario di uno scandalo

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Diario di uno scandalo

Una storia di solitudine, invidia, affinità e amore dirompente da un regista che ci aveva già regalato una bellisssima storia d’amore lesbico con il film Iris, vincitore di un Oscar e di un Golden Globe. Sheba Hart è la nuova professoressa di materie artistiche alla prestigiosa scuola di St. George. Tra i suoi colleghi c’è l’anziana Barbara Covett, una donna con cui Sheba stringe un forte legame di amicizia, generato da una particolare affinità spirituale. Ma Barbara s’innamora segretamente della giovane Sheba che invece inizia una pericolosa relazione con un suo studente, commettendo anche l’errore di confidarlo all’amica, non essendosi resa conto che i sentimenti della donna vanno ben oltre la semplice amicizia. Barbara possiede così una potente arma per raggiungere il suo obiettivo o almeno sfogare la sua gelosia…

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18 commenti

  1. Film dalla trama banale, si regge in piedi solo per le attrici fenomenali nelle loro interpretazioni. Vorrei dire che ehm la nonnetta, come qualcuno l’ha definita e’ JUDY DENCH!!!!!

  2. zonavenerdi

    Bel film psicologico. La professoressa giovane considera la collega più anziana come un’amica e le confessa le sue attenzioni per un alunno; ma proprio queste confidenze permetteranno alla professoressa più anziana di attuare le proprie avance sulla prima.

    Sia la Dench, che la Banchett promosse a pieni voti.

  3. damages79

    Il film è l’esempio perfetto di una vicenda in cui gli eventi precipitano e la catastrofe si fa sempre più vicina. Personalmente trovo che le due interpreti abbiano svolto un lavoro stupendo. Barbara è ossessionata da Sheba, Sheba accetta il flirt con un ragazzino pur di sfuggire ad un matrimonio che la imprigiona. E sul finale vediamo Barbara che si appresta ad agganciare la prossima vittima. Molte persone vivono nell’oscurità: solo lavoro e casa, casa e lavoro. E’ quando si inseriscono nella società che diventano pericolose. E purtroppo sono quelle che hanno più bisogno di affetto, anche se malato.

  4. margaret

    E’ interessante come questa storia riesca a scavare nel profondo dei suoi protagonisti, guidandoci nella comprensione dei loro lati più nascosti, più inquietanti. Il diario di Barbara è un mezzo drammatico per scatenare l’ira repressa della solitudine. Cate Blanchett è semplicemente assoluta.

  5. Skippy'90

    La prima volta che lo guardai era uscito al cinema, allora non riuscì a comprenderlo. Guardandolo adesso, lo trovo veramente un “thriller” psicologico, in cui sentimenti contrastanti e personaggi sono il riflesso di se stessi e delle loro azioni … Inquietante il finale.

  6. Mamma mia, non so chi sia più fuori in questo film..
    anche se la storia tra la donna e il ragazzino nn mi dispiace xD La nonnetta è pazza completamente…è un film k mette una certa tensione .-.
    Si può vivere benissimo facendone a meno u.u
    =]

  7. SheiDam89

    è una vicenda che mette l’ansia…Ti fa capire fino a che punto la solitudine, a lungo andare, può farti vedere una realtà distorta in cui conta solo ciò che provi tu. Barbara è da compatire, nel senso che è la solitudine e il desiderio di avere qualcuno accanto a causare in lei questo comportamenti morbosi e ossessivi. Davvero realistica e sconvolgente.

  8. è incredibile come un amicizia subdola possa rovinarti la vita!!!purtroppo io ne so qualcosa..ci sono lesbiche represse che diventano veramente malvagie..per anni sono stata amata da una ragazza che era una povera invidiosa perversa..strana persona che ha reso la mia vita un inferno!!!film davvero bello…

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Vedi sito ufficiale italiano del film

L’Espresso (Lietta Tornabuoni)
…Un buon film inglese, sensibile e morboso, ipocrita e ben fatto. Sarebbe ovvio se i sentimenti non si condensassero in una pulsione più contemporanea dell’amore: la dominazione, il possesso. Judi Dench domina la collega con il ricatto, Cate Blanchett domina il ragazzo con l’autorità divenuta intimità, il ragazzo domina lei con il sesso…

Il Mattino (V.Ca.)
…L’esperto regista Richard Eyre traspone, infatti, come meglio non si potrebbe, l’omonimo romanzo di Zoe Heller, in cui la sottile morbosità dell’attrazione lesbica e l’inquietante sottomotivo del plagio si traducono in una narrazione lineare e sicura e immagini di preziosa densità espressiva…

La Repubblica (Paolo D’Agostino)
…Non si parla di omosessualità, l´equilibrio di questo anomalo thriller si regge sulle sottigliezze del non detto, su sfumature affidate alla statura superlativa di due grandi interpreti. Incluse entrambe nella rosa delle candidature all´imminente Oscar…

Il Manifesto (A.C.)
…La grande passione di Eyre è il teatro e anche nel suo fare cinema si respira aria da palcoscenico, che comunque non limita il film, solo poggia davvero un po’ troppo sul talento e il virtuosismo delle protagoniste. Che poi ci sia la musica di Philip Glass a impreziosire la colonna sonora è solo un piccolo ulteriore segno del fatto che il mondo quotidiano della scuola non è visto in termini realistici. Siamo di fronte a una rappresentazione, con le parti in commedia assegnate da un capocomico che conosce il mestiere…

La Stampa
… Al regista Richard Eyre va il merito di aver arbitrato con sensibilità lo scontro fra due donne tanto difficili da giustificare quanto meritevoli di pietà per quello scoprirsi indifese di fronte alle imboscate dell’esistenza… Diario di uno scandalo non è mai moralistico o patetico né rivela una nota fuori posto. Vibrando di passioni e dolori, questo cinema si configura come un autentico specchio della vita…

L’Unità (Dario Zonta)
…quando un film è presentato come una «gara di bravura di attori», allora sotto c’è la fregatura. E così è per Diario di uno scandalo. Judi Dench è perfetta nelle minime variazioni umorali del suo mento. Il suo personaggio, Barbara Covett, vive il suo quotidiano in un faticoso sdoppiamento. È tutta interiore. Niente deve trasparire della sua passione incoffessata. … Anche la Blanchett si misura con una parte difficile: deve erotizzare ed essere erotica rimanendo sempre vestita. Ancora, è negli sguardi e sorrisi che si cela il suo mistero. Questo «Diario» è tutto così: bravura delle superfici…

Corriere della Sera (Giovanna Grassi)
…Nel film per una prima parte si ignora la natura lesbica di Judi- Barbara e quando arriva la prima carezza fatta all’amica e collega, tutto il film appare permeato da una sensualità che mette a fuoco il concetto del peccato e delle debolezze umane…

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