Dancing

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Film sperimentale su uno sceneggiatore che vive in una vecchia sala da ballo, sul litorale nord della Francia, insieme ad un artista che fa le installazioni e le foto che raffigurano gli orsi teddy. Quando Patrick va via per lavoro, René incomincia ad ossessionarsi sul quadro di due fratelli vestiti da drag che appende sulla parete della sala da ballo. Comincia poi a sentire e a vedere cose strane dentro quell’ambiente vecchio, che iniziano a preoccuparlo sulla sua salute mentale. Film strano e difficile, con alcuni momenti assai interessanti ma complessivamente ambizioso.

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Patrick, uno scenografo, è tornato a vivere nella casa dei suoi genitori, una vecchia sala da ballo dismessa in una piccola e sconosciuta stazione balneare. Concede un’intervista a una giornalista per un inserto sul tema “tornare al proprio paese”. Un tuffo nel passato, nella propria infanzia, visualizzato come tale nella figura di René, un artista plastico che fabbrica immagini e oggetti e che vive insieme a Patrick. Vediamo René nuotare sott’acqua tenendo un orsetto di plastica in mano. L’infanzia perduta? O l’elemento bear non vissuto, data la sua plastificazione, annegato nell’inconscio? Appare l’articolo sulla rivista, Patrick non è contento della definizione della sua situazione di vita come “i fantasmi del dancing” e René intravvede l’immagine di due uomini vestiti da donna dapprima come un fotomontaggio nella foto che ritrae il volto di Patrick, poi scopre l’immagine che apparentemente rappresenta due clown. Tutto sembra procedere serenamente, ma qualcosa inizia a deragliare: René è turbato da un’inquietudine, le ombre iniziano a girare sulle pareti come ai tempi del precinema, e contemporaneamente entriamo nell’oggi, nella comunicazione via webcam in rete con un suo committente, per il quale deve creare un orso gonfiabile. Ma l’immagine dei due clown non vuole lasciare la sua mente. Perché? Finalmente, un giorno d’inverno, quella creatura apparentemente minacciosa arriva, si materializza in carne e ossa, ed ecco che René si ritrova faccia a faccia col suo doppio.
Dancing è affascinante e inclassificabile: film fantastico, opera d’arte, saggio visuale concepito come un home movie. Un diario intimo che diventa film politico capace di oltrepassare le frontiere del genere e dei generi. Un thriller bear in cui la suspence diventa identitaria, ossia conduce alla scoperta della propria identità. (TichoFilm)

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