Il Colore del silenzio

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Il Colore del silenzio

Un film indipendente che attraverso le crisi e il lavoro di una compagnia teatrale ci vuole in realtà raccontare le persecuzioni subite dagli omosessuali nel periodo nazista. Il tentativo è quello di attualizzare la storia confrontandola con la realtà presente, con la percezione di essa che ne hanno le persone di oggi. Il silenzio del titolo è quello che il regista vuole denunciare, un silenzio durato troppo tempo e forse altrettanto colpevole, attenuato solo in questi ultimi anni grazie anche allo splendido documentario “Paragraph 175”.

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3 commenti

  1. Jim Puff

    Il film è diviso in due parti: la narrazione e la rappresentazione delle persecuzioni e del martirio subito da circa 100.000 omosessuali dai nazisti con riferimenti sino ai giorni nostri.

    Interessante la prima, ingenua e poco originale la seconda.

    Da vedere.

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La compagnia teatrale diretta da Marco è in crisi; i grandi network hanno invaso il mercato con i loro prodotti mediocri e dettano legge. Marco individua un tema interessante intorno a cui lavorare, l’omosessualità; ma è difficile chiedere a Federica scrittrice e regista teatrale di occuparsene: quel tema è per lei una spina nel fianco, avendo causato il fallimento del suo matrimonio. Federica rifiuta con rabbia la proposta di Marco; ma poi, una ricerca su Internet di tutta una notte porta alla luce un punto di vista sul tema omosessuale a cui Federica non vuole adesso rinunciare: “il triangolo rosa” ovvero l’omosessualità come martirio, il tributo di sangue che gli omosessuali hanno versato nel periodo nazi-fascista. Narrando la documentazione ottenuta, Federica espone a Marco e agli attori della compagnia il progetto del nuovo lavoro. Ed ognuno di loro immagina il proprio personaggio in performance a tinte fosche, spesso brutali, seguendo la linea di sangue che la Storia stessa ha disegnato. Ma la documentazione non si ferma al passato; tornando al presente, si scopre che la strada verso la fine di ogni pregiudizio è ancora molto lunga.

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