Cerasella: ovvero l'estinzione della femminella

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Cerasella: ovvero l'estinzione della femminella

Cerasella è il nome di un Femminièllo. Nella lingua napoletana questa parola è comunemente declinata al maschile, ma nel gergo degli omosessuali stessi viene usata declinandola al femminile: la femminèlla, così come nella realtà spagnola esiste el mariquita e gergalmente diventa la mariquita. Questo film-documento, nato da una proposta del Prof. Paolo Valerio è prodotto dall’Università degli Studi Federico II di Napoli e scritto e diretto da Massimo Andrei, si propone di documentare e raccontare questa figura tipicamente napoletana e assai interessante da un punto di vista sia comportamentale che antropologico. Andrei intervista Mina ‘a russulella, Ciro ‘a campagnola, Michelino ‘e Resina e Manuela Miano, ovvero Cerasella. Divina come sempre la partecipazione di Ciro Cascina. (Divergenti)

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Le femminelle non vanno con le femminelle, invece i gay vanno con i gay. Basta intendere già questa differenza per intuire il senso antropologico di “Cerasella: ovvero estinzione della femminella”. Un video-documento commissionato dal professor Paolo Valerio, docente di Psicologia clinica alla Federico II, al regista partenopeo Massimo Andrei, autore di “Mater natura”, film vincitore di tre premi al Festival di Venezia di due anni fa. La ricerca di Andrei – che non è destinata al mercato – non indugia né sulla valenza sociologica dell´argomento né su quella spietata della cronaca, ma risale il tema a partire dal 1500, quando per la prima volta Gian Battista della Porta nomina in un suo studio la femminella. Che non è un travestito. «Geneticamente maschile, con atteggiamenti, movenze e bisogni tipicamente femminili – racconta Massimo Andrei – la femminella è altra cosa dal transessuale e dal gay occidentale. Napoli, dopo il terremoto del 1980, ha radicalmente cambiato, perso, i suoi connotati geografici e sociali. Quella che era la comunità di quartiere è stata spappolata dalla “metropolitanizzazione”, assumendo la forma di collettività, e le femminelle hanno smarrito l´habitat nel quale erano perfettamente integrate. Estinguendosi, perché via via è cresciuta la categoria del gay, talvolta ricco, affermato, potente: fa l´architetto, il designer, l´avvocato, mentre la femminella al massimo lavorava a mo´ di colf, tirava di tombola, faceva la spesa per le famiglie del rione. Certo, ce n´era anche qualcuna che istruiva i ragazzi al sesso, perché erano costretti a rispettare la verginità delle loro promesse spose… (Gianni Valentino, La Repubblica)

Cerasella è il nome di un Femminièllo. Nella lingua napoletana questa parola è comunemente declinata al maschile, ma nel gergo degli omosessuali stessi viene usata declinandola al femminile: la femminèlla, così come nella realtà spagnola esiste el mariquita e gergalmente diventa la mariquita. La femminella è stata originale ed unica nel suo genere. Quest’individuo geneticamente maschile con atteggiamenti, movenze e bisogni tipicamente femminili, mai travestito totalmente, è vissuto ben integrato nella realtà dei quartieri popolari della città di Napoli fino agli anni Ottanta. Fino a quando la metropolitanizzazione della società napoletana non ha cominciato a polverizzare le realtà accentrate e ben circoscritte della vita di quartiere.
Integrata e amata dai napoletani, spesso a una femminella venivano affidati i bambini delle vicine povere, lavori di casa, il rammendo degli abiti, l’aiuto a fare la spesa, la compagnia a qualche anziana matrona… Insomma collaborava attivamente all’arcaica economia del vicolo e per la gente non era mai un deviato, ma al massimo uno stravagante. Inoltre non essendo né uomo né donna, era figura per eccellenza della diversità ed era depositaria, in un certo qual modo, dei poteri magici dei diversi.
Oggi la comunità è stata sostituita dalla collettività, rappresentata da un insieme di individui che risentono di una solitudine sconcertante. La femminella che aveva bisogno del suo humus per fiorire e per esistere, è andata scomparendo lasciando il posto ad altre forme di identità di genere già esistenti e ora meglio affermate, come il travestito, il transessuale o il più potente gay occidentale. Con quest’ultimo oltre alla differenza di ambienti e di rapporti rispetto al popolo dei vicoli, c’è fondamentalmente una differenza di orientamento e scelte sessuali. Il gay può accoppiarsi con altri gay, la femminella non può accoppiarsi con altri come lei. Solo con il maschio “eterosessuale”. Non c’è stata un’evoluzione della femminella. Secondo gli autori c’è stata un’estinzione di quel genere di individuo. (Foricentroscampia.it)

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